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Politica

DIETRO LE QUINTE/ Le sinistre analogie tra il caso Lupi e Mastella

Infuria il caso Lupi. Viene da chiedersi se Renzi abbia valutato per davvero il rischio di un traumatico finale di partita, soppesandone apertamente i pro e i contro. ANSELMO DEL DUCA

Maurizio Lupi, ministro dei Trasporti (Infophoto)Maurizio Lupi, ministro dei Trasporti (Infophoto)

Diceva uno che la sapeva lunga sulla politica italiana che a pensar male si fa peccato ma ci s'indovina. E nel caso Lupi ci sono troppi indizi che autorizzano a pensare male, anzi malissimo. La posta in gioco non è chiara, ma è alta, e potrebbe diventare altissima. 

Segnali concordi e voci di corridoio lasciano intuire che Matteo Renzi non abbia alcuna intenzione di difendere fino alla morte il ministro delle Infrastrutture. Alla Camera ha persino cambiato porta d'ingresso nell'aula per non correre il rischio di incrociare Lupi. In privato, però, si racconta che le pressioni ci sono state, e sono anzi crescenti. Non c'è fretta, perché non si rincorre l'umiliazione, ma il conto alla rovescia è cominciato, almeno secondo Palazzo Chigi.

Due sono gli appuntamenti cruciali di questa vicenda: venerdì, con ogni probabilità, le comunicazioni di Lupi e la prossima settimana la mozione di sfiducia che hanno presentato Movimento 5 Stelle e Sel, e che verrà votata anche da Lega e Fratelli d'Italia. Quella è la scadenza ultima: l'autodifesa verrà concessa, ma il voto — secondo Palazzo Chigi — andrebbe evitato con un gesto preventivo, anche perché larghe fette del Pd, e non solo la minoranza interna di Fassina, non sembrano disponibili ad andare alla guerra per difendere Lupi.

Renzi non vuole sentire ragioni, non vale neppure l'argomento che Lupi non è stato finora iscritto nel registro degli indagati. Se il caso non si sgonfierà, se l'autodifesa non sarà più che convincente finiranno per prevalere motivi di opportunità. La questione viene declinata sul piano dell'etica politica, e si arriva ad adombrare un danno al paese, perché il favoritismo (vero o presunto) nei confronti del figlio di un ministro è giudicato tale da scoraggiare persino gli investitori stranieri in cerca di legalità.

Dicono di un presidente del Consiglio particolarmente adirato con Alfano per la difesa che del proprio esponente ha fatto Nuovo Centrodestra. Particolare fastidio hanno provocato i riferimenti ai quattro sottosegretari democratici indagati (Francesca Barracciu, Umberto Del Basso De Caro, Vito De Filippo e Filippo Bubbico), oltre che al ministro Poletti, fotografato con alcuni dei protagonisti del caso Mafia Capitale. 

Eppure il caso Lupi esplode nel pieno di un clamoroso braccio di ferro fra il premier e la magistratura, ed è difficile non vedervi una qualche forma di collegamento, una sorta di avvertimento. Mai la tensione fra le toghe e un governo di centrosinistra è stato così alta. Troppi gli episodi che hanno contribuito ad allargare il solco, dal taglio delle ferie estive alla legge sulla responsabilità civile dei magistrati. Sabelli, presidente dell'Anm, ha accusato il governo di prendere  a schiaffi i pm, e riservare le carezze ai corrotti. Accuse respinte al mittente con durezza da Palazzo Chigi.


COMMENTI
19/03/2015 - Alfano si decida (Moeller Martin)

Alfano non può guidare un partito senza un minimo di spina dorsale. Se il governo non sostiene Lupi, ministro e suo collega di partito non indagato in una vicenda ancora tutta da definire, esca dal governo e si dedichi alla costruzione di un centro destra finalmente senza Berlusconi. Come in tutte le democrazie occidentali, queste operazioni di rifondazione durano molti anni e non si esauriscono nelle prossime comunali da qualche parte in Italia. Non saranno ne Alfano ne Lupi a essere i protagonisti del futuro, ma prima si inizia meglio è.

 
19/03/2015 - Il "vincente" sappia farsi perdonare! (Luigi PATRINI)

Vada come deve andare. Ma se Lupi ha tanti amici che gli stanno vicini e fanno analisi molto interessanti come quelle di questo articolo, possibile che non ci sia nessuno vicino a lui che gli suggerisce di stare più attento? Non gli è bastata la lezione del "caso Formigoni"? Per carità, la prudenza non è mai troppa, ma quando si è "vincitori" o "vincenti" (o si vuol passare per tali) non bisogna dimenticare mai che in politica quando si vince bisogna sapersi far perdonare di aver vinto! Chi è (o "appare") arrogante, presto la paga. Purtroppo. E non la paga solo lui!

 
19/03/2015 - Ncd esca dal governo (Top60 Siton)

Per quale motivo NCD si dovrebbe sacrificare a sostenere un governo che non difende un suo ministro neppure indagato? Ragioni di opportunità politica per frasi estrapolate da intercettazioni? Il solito gioco al massacro delle illazioni. La legge dei sospetti venne approvata dalla Convenzione il 17 settembre 1793 ed è ancora in vigore. Se Renzi, come dicono i giornali è gelido, ed entra in Trasatlantico da un'altra porta per non incontrare Lupi, se va alla guerra con i giudici per ridurgli le ferie, se la faccia lui una maggioranza. Vada pure dai nuovi giacobini del suo partito, di Sel, del M5S e chieda di sostenere il suo governo. NCD, se ha anocora la schiena dritta dica grazie e arrivederci. Se così non sarà è perché Alfano sa di contare poco dal punto di vista elettorale e che una situazione privilegiata così con 3 ministri (poi saranno 2) non gliela darà nessuno. Ma allora cosa serve NCD? A occupar poltrone, a sorreggere il PD e contar poco, a essere ininfluente e obbedire al primo dictat del Padrone. Non ne vale la pena. Lupi è meglio dimettersi e fare altro.