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Politica

DIMISSIONI LUPI/ Il testo integrale del discorso alla Camera

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Delle ragioni per cui ho confermato Ercole Incalza alla guida della struttura tecnica di missione fino al 31 dicembre 2014.

Delle ragioni per cui ritengo immotivate e strumentali le accuse a livello personale che mi sono state mosse.

Partiamo allora dalle grandi opere. Come ministro delle Infrastrutture io sono artefice della loro realizzazione, ma anche custode del valore che ricoprono per il Paese, per la sua crescita, per la sua competitività internazionale.

Ho assistito in questi 22 mesi a un prolungato scontro tra il giudizio e il pregiudizio, diventato incandescente nelle ultime 72 ore, io vorrei portare qui davanti a voi oggi la testimonianza testarda dei fatti, “Questo è il fatto – diceva Bulgakov ne Il Maestro e Margherita -  E il fatto è la cosa più testarda del mondo”. Vorrei oggi presentarvi elementi fattuali per permettervi di esprimere un giudizio che possa sconfiggere anche il più ostinato dei pregiudizi. E mi scuserò se alcuni fatti contraddiranno le opinioni.

Il primo obiettivo, e il primo risultato della politica delle infrastrutture che ho perseguito è stato lo sblocco delle grandi opere che i nostri cittadini chiedono e che finora erano realizzate solo a segmenti. Abbiamo elaborato un’intelligente e selettiva applicazione della Legge Obiettivo, che non è una legge criminogena come ho sentito dire, selezione doverosa e necessaria che ha permesso di inserirle in un disegno strategico della infrastrutturazione del Paese che colleghi l’Italia nelle due direttrici Nord-Sud ed Est-Ovest, ha prodotto la selezione delle reti di interesse europeo (TEN-T) e ha sviluppato la strategia del collegamento dei nodi di interconnessione tra le reti (stradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali). Una delle anomalie che abbiamo riscontrato è che i tre aeroporti internazionali del nostro Paese, Fiumicino, Malpensa e Venezia non sono collegati con l'alta velocità che pur è stata realizzata.

Legge Obiettivo nessun problema, allora? No, non sono così ingenuo. Nella seduta del 21 maggio 2013 presso l’VIII Commissione della Camera dicevo testualmente “Il difetto della vecchia legge obiettivo era mettere in programma 750 opere, mentre si potrebbero individuare, […] nel raccordo con le regioni, le opere principali.”C’è bisogno di una nuova legge obiettivo che possa individuare i nodi strategici infrastrutturali del Paese, le grandi aree metropolitane, immettere nuove risorse, e accelerare i tempi di realizzazione delle opere, garantire la massima trasparenza, ripensare alla figura del general contractor. In parte questo è già stato fatto e si vedrà ancora di più con grande evidenza e in maniera organica nel prossimo Allegato Infrastrutture al Documento di economia e finanza, già determinato nelle sue linee principali, dove la selezione delle opere infrastrutturali prioritarie per il Paese sarà drastica.

La Struttura tecnica di missione è stata, e nelle mie intenzioni deve continuare ad essere, lo strumento tecnico-operativo per la realizzazione di questa visione.