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Politica

DIMISSIONI LUPI/ Il testo integrale del discorso alla Camera

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E’ grazie alla Legge Obiettivo e la Struttura tecnica di missione che i nostri cittadini possono andare in 45 minuti da Milano a Torino, in 3 ore da Milano a Roma, in 1 ora e 10 minuti da Roma a Napoli e da lì a Battipaglia. L’Alta Velocità ferroviaria ha cambiato il modo di viaggiare degli italiani come, e forse più dell’Autostrada del Sole. Sono stati  soldi   ben spesi. Ed è un disegno strategico da completare: da Torino fino a Trieste, da Battipaglia fino a Reggio Calabria, da Napoli a Bari, da Messina a Catania a Palermo e con la velocizzazione della linea adriatica fino a Lecce.

La mia difesa della Struttura tecnica di missione non era la difesa acritica dello status quo, o del ruolo di un alto dirigente dello stato che pur ho apprezzato, ma dello strumento, assolutamente migliorabile, con il quale questo disegno può continuare a essere perseguito all’interno del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

I motivi che mi hanno indotto a non rimuovere Ercole Incalza dall’incarico di Capo della Struttura tecnica di missione, posto che occupava a seguito di procedura selettiva pubblica e con scadenza il 31 dicembre 2015, risiedono nel fatto che, a seguito di un’approfondita istruttoria della sua posizione, ho potuto verificare come Incalza, nei vari procedimenti penali che lo hanno interessato, non ha subito alcuna decisione di condanna, né, per i casi in cui questi si sono conclusi per prescrizione del reato, alcun procedimento disciplinare sotto la responsabilità dei ministri che mi avevano preceduto. Ritengo questo un elemento oggettivo necessario per una persona che – come me – crede nello stato di diritto e nella presunzione di innocenza. So che non tutti in quest’Aula condividono questi principi di civiltà giuridica, ma preferisco rimanere della mia opinione.

Ercole Incalza ha rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico con nota del 17 dicembre 2014 e – contrariamente a quanto riportato anche in due interrogazioni parlamentari – a lui non è stato assegnato alcun incarico di consulenza presso il Ministero.

Ricordo inoltre all’Aula che gli emendamenti discussi nel dibattito sulla Legge di Stabilità non riguardavano la singola persona ma la continuità dell’azione amministrativa della struttura tecnica di missione per impedirne l’automatica decadenza. 

C’è qualcosa da cambiare? Certo. Era mio preciso intendimento rivisitare la disciplina normativa vigente in materia di appalti e concessioni, in sinergia con l’ANAC e di affrontare alcune tematiche “sensibili” come l’approvazione delle varianti (sulla cui anomalia mi sono soffermato più volte nelle mie audizioni presso le Commissioni parlamentari) e la nomina del direttore dei lavori in caso di affidamento a General Contractor, tant’è che, e questi sono fatti,  il 29 agosto 2014 il Consiglio dei Ministri ha approvato la mia proposta di DDL delega volto al riordino della materia (c.d. riforma del codice degli appalti). 

Oggi, 20 marzo 2015, il disegno di legge delega è ancora in Commissione al Senato dove dopo 7 mesi si sono appena concluse le audizioni.