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Politica

DIMISSIONI LUPI/ Il testo integrale del discorso alla Camera

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Obiettivo della mia azione era anche il rilancio del settore dei lavori pubblici, non solo delle grandi opere, ma anche delle medie e piccole, con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle reti (ponti, viadotti, gallerie, strade e ferrovie) e lo sblocco dei cantieri nei piccoli comuni, le risorse destinate alle ristrutturazioni scolastiche, e gli interventi di natura fiscale e di agevolazione dell’accesso al credito nel settore dell’edilizia. I dati dell’ANCE (+3,6% nelle compravendite di immobili nel 2014 rispetto al 2013 e + 7,1 solo nell’ultimo trimestre) dimostrano che questa politica ha funzionato. (inserire qui i dati sulla crescita degli appalti)

Con il Decreto del Fare, il decreto Sblocca Italia, e due leggi di Stabilità, tra grandi medie e piccole opere e interventi di manutenzione in questi due anni abbiamo mobilitato risorse  per 14,2 miliardi di euro.

900 milioni di euro sono stati destinati alla manutenzione straordinaria delle nostre reti

Sono stati avviati lavori infrastrutturali in centinaia di piccoli comuni grazie al programma 6000 campanili, è stato realizzato il piano nazionale degli aeroporti, è pronto il piano nazionale della portualità e della logistica, che consegno al mio successore, abbiamo realizzato un’azione di trasparenza che ha visto pubblicati tutti i dati sui collaudi delle grandi opere, l’elenco delle opere incompiute, abbiamo consegnato al Parlamento (sono pubblicati sul sito del Senato) tutti gli atti di fonte ministeriale sulle concessioni autostradali e sulle convenzioni tariffarie. E’ la prima volta. Come è la prima volta che al Ministero delle Infrastrutture avviene, come voluto dal governo e dal ministro Madia, la rotazione totale dei provveditori dei lavori pubblici.

Una politica infrastrutturale eterodiretta e incentrata solo sulle grandi opere, come ho letto?

La ragione rappresentata dai fatti è più forte delle opinioni. Basta una ricognizione degli stanziamenti e delle norme procedurali varate nei 22 mesi in cui ho ricoperto la carica di Ministro delle infrastrutture, per dare facilmente conto della netta prevalenza di interventi di piccole e medie dimensioni, diffusi sul territorio, rispetto alle disposizioni – e anche degli stanziamenti - che hanno riguardato le opere “legge obiettivo”.

Basti un esempio: abbiamo sottratto risorse finanziarie alle grandi infrastrutture con il fondo revoche e le abbiamo destinate all’affronto dell’emergenza abitativa. Abbiamo rifinanziato dopo anni il fondo affitti, costituito il fondo per la morosità incolpevole e destinato 500 milioni di euro al recupero degli alloggi popolari, destinando alle politiche per la casa la cifra complessiva di 2,7 miliardi di euro. 

Ho voluto lasciare per ultimo il tema che considero più importante e che ho chiesto di inserire tra le priorità del Piano Nazionale di Riforma 2015: la sollecita approvazione del Disegno di Legge Delega di recepimento Direttive Appalti e Concessioni 2014/23/UE; 2014/24/UE; 2014/25/UE. Si tratta di un’occasione davvero unica per rafforzare la qualificazione degli operatori e semplificare il quadro normativo.

In questo sommario bilancio concedetemi una parentesi per rivendicare la felice conclusione, non di una scelta programmatica, ma di un’azione che è riuscita a risolvere l’emergenza occupazionale di 13.000 persone e il rilancio di un’azienda strategica per il nostro paese e per la nostra economia, sto parlando di Alitalia, che dal baratro della possibile consegna dei libri in tribunale è passata oggi a competere sul mercato del settore aereo internazionale.

 

E veniamo agli addebiti per una mia presunta condotta personale inopportuna.