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DIMISSIONI LUPI/ Vittorio Feltri: così ora Renzi può maneggiare molti più soldi

Pubblicazione:venerdì 20 marzo 2015

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Renzi ha preteso e auspicato che Lupi si dimettesse a prescindere dai risvolti giudiziari che per il momento non ci sono ancora. L’obiettivo del premier era convincere il ministro a lasciare l’incarico per evitare il voto di fiducia, ed evidentemente c’è riuscito. Un voto di fiducia, qualora fosse stato negativo per Lupi, avrebbe rischiato di fare cadere il governo. Nessuno ha interesse a provocare una crisi, neanche l’opposizione che ha il terrore di dover andare a casa.

 

Insomma Lupi è stato costretto a dimettersi?

Lupi è stato costretto a dimettersi perché gli è stato chiesto in modo molto perentorio. Un voto alla Camera quasi sicuramente avrebbe sfiduciato Lupi e a quel punto si sarebbe aperta una crisi di governo. E’ questo il motivo per il quale si è preferito evitare il voto di fiducia, ingiungendo a Lupi di andarsene in modo che tutto rimanesse in piedi.

 

Che cosa ne pensa dell’utilizzo delle intercettazioni in questa vicenda?

Le intercettazioni che non abbiano rilevanza penale non dovrebbero neppure essere rese note. Nel momento in cui Lupi fosse inquisito, le sue intercettazioni diventerebbero materia di indagine e allora si potrebbero divulgare. Ma trovo che sia molto scorretto divulgarle quando il ministro non è indagato. Finché però le intercettazioni non saranno disciplinate per legge, è chiaro che ciascun media agisce come vuole.

 

Come spiega l'accelerazione politica e anche mediatica del caso Lupi rispetto a quelli di Francesca Barracciu, Umberto Del Basso De Caro, Vito De Filippo e Filippo Bubbico, oltre al ministro Poletti?

Questa effettivamente è una contraddizione, in quanto c’è il caso del ministro Poletti che non si è dimesso. Ma ritengo ancora più significativo che in questo momento ci sono ben quattro viceministri che hanno avuto o hanno delle grane giudiziarie. Ci sono però anche dei precedenti che invece dimostrano come comportamenti simili a quello del ministro Lupi abbiano portato alle dimissioni. Mi riferisco al caso di Josefa Idem, ministro dello Sport del governo Letta, che è stata indotta a dimettersi per essersi dimenticata di versare 300 euro per un locale. Poi c’è il caso di Nunzia Di Girolamo, un altro ministro costretto ad andarsene a casa. La stessa Cancellieri fu messa nel mirino su tutti i fronti e poi assolta.

 

Secondo lei è in atto uno scontro tra Renzi e la magistratura?


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