BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

INTERCETTAZIONI/ Boato: Lupi? E' stato "dimesso" dai giornali

Infophoto Infophoto

Sotto il profilo giudiziario non c'era alcun obbligo di dimissioni, ovviamente. Si trattava di valutare l'ipotesi di eventuali dimissioni esclusivamente sotto il profilo della "opportunità" politica. Ma questa scelta dipendeva esclusivamente dalla sua coscienza, sulla base di valutazioni etico-politiche e non giuridiche, e dai suoi rapporti col presidente del Consiglio, il quale tuttavia — a costituzione vigente — non ha alcun potere di revoca del mandato ministeriale, ma può esclusivamente esercitare una "moral suasion".

 

Per Sabelli (Anm) "i magistrati sono stati virtualmente schiaffeggiati e i corrotti accarezzati" da questo governo. Secondo lei esiste un conflitto tra i pm e questo esecutivo?

Il conflitto tra magistratura (soprattutto per quanto riguarda taluni pm) e politica esiste ormai da decenni, e le mie proposte di riforma costituzionale del 1997-98 miravano anche ad un maggiore equilibrio istituzionale, che fosse in grado di superare tale ricorrente conflitto. Le dichiarazioni del presidente dell'Anm Sabelli mi sembrano francamente di una gravità inaudita: non si tratta di critiche argomentate, sempre legittime, ma di veri e propri insulti gratuiti. Ha fatto bene il presidente del Consiglio a replicare duramente al riguardo.

 

Per Edward Luttwak, "quando le intercettazioni finiscono sui giornali, la violazione del segreto d'ufficio ha l'unico effetto di proteggere i colpevoli. Distrugge l'autorità e la legittimità dei processi e delle Procure e quindi mina l'intera disciplina della giustizia in Italia".

Il problema in sostanza c'è, ed è quello dell'uso indebito dei contenuti delle intercettazioni. Non credo si sia trattato di "violazione del segreto d'ufficio", ma dipende dalla mancanza di una disciplina più rigorosa in materia di intercettazioni e del loro utilizzo, specialmente quando colpiscono persone estranee all'indagine giudiziaria, che avrebbero diritto ad una adeguata tutela. Non a caso l'uso viene fatto più sul piano politico e giornalistico che su quello giudiziario, ma è nell'ambito giudiziario che sono state rese note.

 

In che modo è possibile porre fine al fenomeno delle intercettazioni pubblicate sui giornali?

Da molti anni si discute, finora inutilmente, di una più rigorosa disciplina dell'uso delle intercettazioni e della loro pubblicità. Non si tratta di impedire questo pur importante strumento di indagine, ma, appunto, di arginarne l'uso giornalistico nelle fasi precedenti al dibattimento e di evitare che nella pubblicazione delle intercettazioni vengano coinvolte persone estranee alle ipotesi di reato contestate agli indagati o agli imputati.

 

Come giudica il ddl anticorruzione sul quale il governo sembra puntare molto?

Finora si è esitato molto in materia e l'esame parlamentare è andato assai a rilento. Sembra che ora vi sia finalmente una accelerazione nella Commissione giustizia del Senato, anche con la presentazione di un nuovo emendamento più "stringente" da parte del Governo. Il sistema della corruzione in Italia è davvero devastante e deve essere arginato e perseguito con assoluta determinazione, ovviamente sempre nel rispetto delle regole dello Stato di diritto.

© Riproduzione Riservata.