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INTERCETTAZIONI/ Boato: Lupi? E' stato "dimesso" dai giornali

Pubblicazione:venerdì 20 marzo 2015

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Ieri, in serata, il ministro Maurizio Lupi ha annunciato per oggi le sue dimissioni da ministro delle Infrastrutture. Lupi — che non è indagato — è stato travolto dalle intercettazioni dell'inchiesta di Firenze sulle Grandi opere, per la quale è già finito in manette il superdirigente Ercole Incalza. Il ministro ha risposto ieri al question time alla Camera, ha negato di avere chiesto favori o regali, ma non c'è stato verso e la sua situazione, anche per la diffusione a mezzo stampa delle intercettazioni dell'inchiesta, è diventata un serio problema politico per Matteo Renzi e il suo governo. Lupi dunque se ne va, ma il nodo intercettazioni resta. Ne abbiamo parlato con Marco Boato, sociologo e senatore dei Verdi, deputato fino al 2006.

 

Lei firmò una serie di disegni di legge in materia di lotta al giustizialismo, note come bozze Boato, che si sono concretizzate nella legge 140 del 2003. Come giudica il caso Lupi?

Le "Bozze Boato", a cui lei fa riferimento, erano le proposte di riforma costituzionale in materia di giustizia e di "sistema delle garanzie", elaborate e presentate nell'ambito della Commissione D'Alema del 1997-98 per la riforma della seconda parte della Costituzione. La legge ordinaria 140 del 2003, da me presentata e di cui sono stato anche relatore, riguardava invece l'attuazione del riformato articolo 68 della Costituzione in materia di garanzie dei parlamentari, e quindi anche in materia di intercettazioni. "Senza l'autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento" può essere sottoposto "ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni" (combinato disposto dei commi 2 e 3 dell'art. 68). La legge dispone quindi anche in questa materia, vietando le intercettazioni dei parlamentari senza previa autorizzazione. Nel caso del ministro Lupi si è quindi trattato di intercettazioni indirette, effettuate su utenze telefoniche diverse dalle sue. Se l'autorità giudiziaria le volesse utilizzare contro di lui, dovrebbe chiedere l'autorizzazione al Parlamento.

 

Secondo lei, in questo come in altri casi, dove e quando avviene la fuga di notizie e perché?

Più che di una "fuga di notizie", si è evidentemente trattato del deposito da parte della pubblica accusa del materiale probatorio a carico degli arrestati e degli indagati. Ma il ministro Lupi non è stato né arrestato (per cui ci vorrebbe comunque l'autorizzazione del Parlamento) né indagato. Quindi siamo di fronte soltanto all'eco mediatica di intercettazioni che riguardano gli arrestati e/o indagati, nelle quali o interloquisce anche il ministro Lupi, o di lui si parla a sua insaputa. Ma finora — almeno di ulteriori eventi giudiziari di cui non si ha allo stato notizia — non risulta alcuna ipotesi di reato nei suoi confronti.

 

Lupi si è dimesso. Come giudica il suo atto?


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