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IL FATTO/ Lupi, giudizio e pregiudizio

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"Io sono qui per rivendicare il ruolo decisivo della politica nella guida del nostro Paese" è stata sin da subito un'affermazione che contiene mille risvolti, in un giorno in cui un ministro dà le dimissioni non perché indagato, non perché ha abusato del suo ruolo, non perché ha rubato, ma perché giustiziato da una gogna mediatica spaventosa. Chi frequenta i social network in questi giorni avrà visto schierarsi dalla parte di Lupi molti — tanti — grillini ed esponenti di una sinistra che non ha mai avuto simpatia per lui e per il mondo, cattolico, dalla cui esperienza Lupi proviene, tanto era evidente che l'oggi ex ministro dei Trasporti era stato gettato in qualcosa di più grande, di falso e allo stesso tempo di estraneo a lui.

Ha poi messo sul tavolo dei fatti quello che ha fatto o cercato di fare nei 22 mesi del suo ministero. Non è qualcosa di scontato oggi giorno, parlare di fatti: "Questo è il fatto — ha detto Lupi citando Bulgakov e il suo Il maestro e Margherita — e il fatto è la cosa più testarda del mondo". Ha citato quanto ha fatto — fatti, non parole, verificabili da tutti — nel bene e nel male, che non sembra poco, in questi 22 mesi, ma ha rivendicato soprattutto una cosa. 

"Diventando ministro non mi sono dimesso da padre e da marito" rispondendo a chi nei giorni scorsi in un articolo piuttosto squallido lo consigliava di andarsene, sulla base di ridicole accuse come quelle di un vestito ricevuto in regalo da persone che Lupi conosce da decenni o un Rolex, piuttosto scarso anche come valore economico, visto quanto costano i Rolex, quelli fighi davvero, regalato da queste persone al figlio Luca per la sua laurea. Le colpe che sostanzialmente la stampa gli ha imputato come colpe capitali, sufficienti a definirlo un corrotto. "Siamo uomini politici, ma uomini è il sostantivo, la sostanza, politico è l'aggettivo, e l'uomo agisce sempre per uno scopo e per la politica lo scopo è servire il bene comune" ha detto poi l'ex ministro. Ha finalmente smascherato la banalità manichea di certi parlamentari forcaioli, ridicolizzandoli con una battuta che, per citare ancora Bulgakov, è un dato di fatto: "A voi giovani deputati che urlando fuori dalla realtà e agitando demagogie a brandelli mi avete insultato in questi giorni auguro dal profondo del cuore di non trovarvi mai dentro a bolle mediatiche difficili da scoppiare. Vi auguro di non aver mai qualcuno che con potenza di fuoco entra nella vostra vita di affetti e di intimità, vi auguro di non avere mai nessuno che tiri in ballo la vostra famiglia". Non è stata una minaccia, questa, non una maledizione di chi si sente gettato nella fossa dei leoni. E' sembrato quasi un augurio affettuoso, segno di un bene più grande a cui Lupi ha dimostrato di guardare davvero.


COMMENTI
22/03/2015 - il ruolo dela politica nella guida del paese (umberto persegati)

Il ruolo decisivo della politica nella guida del paese, rivendicato dall'ex ministro Lupi nel discorso al Parlamento, non basta. L'ex ministro doveva aggiungere: "buona". Non è infatti buona politica quella che viene a rimorchio di potentati, di camarille, di interessi particolari, di strutture, addirittura interne, a quella che il Ministro dovrebbe dirigere. La giustificazione del ruolo mantenuto da Incalza, durante il mandato Lupi, è stata generica. Che la "politica" non sia buona è dimostrata ampiamente dall'astensione dal voto. Lupi, come tanti altri politicanti, dimostrano di curare gelosamente i loro status di privilegio, anche con la scusante che non possono dimenticare nell'esercizio del mandato, all'italiana, di "tenere famiglia".

 
21/03/2015 - Dal burocrate (nicola mastronardi)

E'vero quello che dici, a me ha fatto specie solo una cosa, giovedì sera a Porta a Porta volevo ascoltare più del politico il padre e alla domanda di Vespa, suo figlio è stato raccomandato da Incalza, Lupi giustamente ha risposto, perché avrei dovuto raccomandare mio figlio io conosco personalmente da più di 10 anni Perotti. Allora Vespa gli rifà la domanda, perchè suo figlio è andato da Incalza, il padre non il politico ha risposto per fargli vedere come gira il mondo, è questo mi ha lasciato molto perplesso che un padre mandi il figlio da un burocrate dello stato per fargli vedere come gira il mondo, per come vivo io da padre la realtà il quotidiano il mondo gira in un altro modo.