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Politica

IL FATTO/ Lupi, giudizio e pregiudizio

E' successo qualcosa di anomalo ieri in Parlamento. Per un attimo, un paio d'ore, poteva sembrare di essere in un film, quei film americani tipo "Mr. Smith va a Washington". PAOLO VITES

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E' successo qualcosa di anomalo ieri in Parlamento. Per un attimo, un paio d'ore, poteva sembrare di essere in un film, quei film americani tipo Mr. Smith va a Washington. Anche lì d'altro canto succedeva che ci si voleva liberare a tutti i costi di un membro del Congresso perché in qualche modo dava fastidio a certe lobby, accusandolo di disonestà e cercando perciò di farlo espellere dal Senato. Non solo, Abbiamo anche sentito Bulgakov ed echi de Il Maestro e Margherita.

Maurizio Lupi non è James Stewart e neanche uno scrittore russo dei primi del Novecento, ma anche nel suo caso si è tentati di sbarazzarsi di lui al di là dei fatti, quei fatti che invece sono la cosa più testarda del mondo. Quel qualcosa che è successo ieri è che forse per la prima volta in un intervento alla Camera dei deputati logiche di parte, schieramenti ideologici, difese politiche sono state superate di schianto dalla posizione umana di un uomo solo che, davanti a poteri di ogni tipo, soprattutto mediatici, senza risultare indagato dalla magistratura, si è cercato di far fuori.

Prima è intervenuto Alessandro Di Battista del M5S che per una volta è sembrato anche lui superare le solite squallide logiche di bottega, imbastendo un discorso che poggiava sul lato umano della faccenda: "L'ho osservata in questi giorni. Ho osservato il suo volto provato dagli eventi, avrà sentito un grande dolore pensando a suo figlio finito in questa vicenda. Avrà avuto difficoltà a prendere sonno o voglia di fuggire, lontano, senza sapere dove. Brutto sentirsi senza via di uscita, abbandonato da tutti gli amici, che poi amici non sono, sono squali, pronti a sacrificarla per mantenere un posto di governo. Alcuni sono seduti accanto a lei, le avranno dato pacche sulle spalle ma hanno venduto le sue dimissioni senza indugio per mantenere in piedi il 'sistema'. Lei oggi è una pietra che rotola, e mi creda non ne proviamo alcuna soddisfazione" ha detto inizialmente. Di Battista però è ben presto scivolato nell'usuale elenco di colpe presunte, di buoni contro cattivi, di giudizi morali senza appello. La solita manfrina di chi sa già tutto e condanna senza appello: "Restituisca al popolo italiano i suoi compensi dell'ultima legislatura. Non morirà di fame per questo, piuttosto si arricchirà di dignità (…). E' un atto dovuto verso quei cittadini onesti ingannati anche da lei, da 20 anni di immoralità, di bassa politica ad uso personale, di meeting pubblici e colloqui privati, di ostentazioni di fede cristiana e comportamenti da fariseo, di adunate di Comunione e liberazione e ristrette spartizioni di poteri".

Per la cronaca, durante il discorso di Di Battista, Lupi si è lasciato sfuggire un gesto di vaffa e anche un paio di simpatiche corna quando il grillino ha invocato i suoi, di Lupi, "ultimi giorni", il che ce lo ha fatto sentire davvero simile al James Stewart di quel film, cioè molto più che umanamente simpatico. Ma questo non è nulla, perché poi abbiamo sentito parole come non ne avevamo sentite, o quasi, nelle aule del Parlamento almeno in tempi recenti.


COMMENTI
22/03/2015 - il ruolo dela politica nella guida del paese (umberto persegati)

Il ruolo decisivo della politica nella guida del paese, rivendicato dall'ex ministro Lupi nel discorso al Parlamento, non basta. L'ex ministro doveva aggiungere: "buona". Non è infatti buona politica quella che viene a rimorchio di potentati, di camarille, di interessi particolari, di strutture, addirittura interne, a quella che il Ministro dovrebbe dirigere. La giustificazione del ruolo mantenuto da Incalza, durante il mandato Lupi, è stata generica. Che la "politica" non sia buona è dimostrata ampiamente dall'astensione dal voto. Lupi, come tanti altri politicanti, dimostrano di curare gelosamente i loro status di privilegio, anche con la scusante che non possono dimenticare nell'esercizio del mandato, all'italiana, di "tenere famiglia".

 
21/03/2015 - Dal burocrate (nicola mastronardi)

E'vero quello che dici, a me ha fatto specie solo una cosa, giovedì sera a Porta a Porta volevo ascoltare più del politico il padre e alla domanda di Vespa, suo figlio è stato raccomandato da Incalza, Lupi giustamente ha risposto, perché avrei dovuto raccomandare mio figlio io conosco personalmente da più di 10 anni Perotti. Allora Vespa gli rifà la domanda, perchè suo figlio è andato da Incalza, il padre non il politico ha risposto per fargli vedere come gira il mondo, è questo mi ha lasciato molto perplesso che un padre mandi il figlio da un burocrate dello stato per fargli vedere come gira il mondo, per come vivo io da padre la realtà il quotidiano il mondo gira in un altro modo.