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Politica

CAOS LIBIA/ Jean: tutti gli errori dell'Onu che esasperano la guerra civile

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L’Occidente ha le sue responsabilità perché riconosce come legittimo il governo di Tobruk. In questo modo lo si autorizza indirettamente a impiegare la forza contro quanti lo contrastano. L’unico sistema per indurre le parti a negoziare è invece accettare quanto ha deciso la Corte suprema libica, che ha annullato le elezioni del 25 giugno su cui si basa il governo di Tobruk.

 

Perché ritiene che sia una soluzione positiva?

Affermando che entrambi i governi sono illegittimi li si mettono su un piano di parità. A quel punto l’Occidente potrebbe fare un’opera di mediazione che avrebbe una forza nel momento in cui fosse imposto un embargo alle esportazioni di petrolio e alle importazioni di viveri.

 

A chi finisce la maggior parte delle risorse economiche del Paese?

In Libia ci sono tre entità che hanno mantenuto una certa indipendenza. La prima è la Banca centrale libica, che ha circa 100 miliardi di dollari depositati all’estero. L’anno scorso è riuscita a recuperarne 25 miliardi, oltre ai proventi del petrolio, utilizzandoli per finanziare sia il governo di Tripoli sia quello di Tobruk. La Compagnia nazionale del petrolio versa su conti esteri della Banca centrale i proventi dell’oro nero che riesce a vendere. Infine c’è il Fondo di investimento nazionale che tiene i piedi in due staffe dando un po’ di soldi all’uno e un po’ altro.

 

(Pietro Vernizzi)

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