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LEGGE SEVERINO/ Il giurista: il Parlamento non può cambiarla per De Luca e De Magistris

Pubblicazione:lunedì 23 marzo 2015

Vincenzo De Luca (Infophoto) Vincenzo De Luca (Infophoto)

Ora la questione andrà davanti alle sezioni unite della Cassazione, e se fosse confermata la posizione del procuratore generale, il Tar avrebbe difetto di giurisdizione. Se fosse così bisognerà vedere che fine farà la sospensione della misura cautelare contro De Magistris. In attesa che si pronunci il giudice ordinario, non è escluso infatti che la decisione del Tar sia comunque provvisoriamente confermata. Ormai la questione è arrivata di fronte alla Corte costituzionale, si tratta di vedere se venga meno l’efficacia della sospensione decisa dal Tar o se si possa pensare a un effetto di “traslazione”. Quest’ultimo si ha quando, nel corso del nuovo processo davanti al giudice ordinario, l’interessato conserva quanto ha ottenuto di fronte al giudice amministrativo.

 

De Luca, quando ha vinto le primarie, ha chiesto al Parlamento di intervenire. Lo ritiene un fatto possibile?

Il Parlamento potrebbe intervenire soltanto modificando la legge Severino. I presupposti perché ciò avvenga, soprattutto dal punto di vista politico, però non ci sono. Il Parlamento non può certo assumere il ruolo della magistratura.

 

Il premier ha dichiarato: “Ho sempre detto che non ci si dimette per un avviso di garanzia”. Che cosa ne pensa delle recenti prese di posizione di Renzi sul tema della giustizia?

E’ in effetti un principio costituzionale a prevedere che nessuna persona possa essere considerata colpevole fino a sentenza definitiva di condanna. Dal punto di vista giuridico-istituzionale è così. A ciò si aggiunge però una questione di legittimità politica. Anche in ragione della gravità dei fatti prospettati e dell’allarme che suscitano, può essere preferibile che un politico si dimetta perché se non lo facesse ciò potrebbe comportare un allarme sociale.

 

E quindi?

Se si segue un orientamento, poi va fatto con coerenza e deve valere per tutti. Se noi riteniamo che fino a quanto c’è una sentenza definitiva di condanna, una persona che ha cariche pubbliche non si debba dimettere, evidentemente bisogna che ciò valga sempre. In caso diverso si crea un disorientamento nell’opinione pubblica.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
23/03/2015 - quelli che pretendono le leggi ad personam (umberto persegati)

Le due persone accomunate dal prefisso De conoscono bene la legge Severino fin da quando hanno deciso di candidarsi alle cariche pubbliche. Pur sapendo le conseguenze di condanne penali sui loro incarichi pubblici pretendono che la legge sia cambiata o che sia riconosciuta incostituzionale, e sollevano cavilli di ogni genere, impegnando magistrature, uffici, parlamento, ecc.. Personalmente mi vergognerei di sollevare un tale polverone! E' da sperare che i loro sostenitori aprano gli occhi e che i due tornino alle loro private faccende: di loro, e di altri come loro, si può fare a meno.