BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

LEGGE SEVERINO/ Il giurista: il Parlamento non può cambiarla per De Luca e De Magistris

Per SANDRO STAIANO, se si afferma che un politico non si debba dimettere fino a una sentenza definitiva di condanna, poi questo principio va fatto valere per tutti

Vincenzo De Luca (Infophoto)Vincenzo De Luca (Infophoto)

Il procuratore generale della Corte di cassazione ha dato torto a De Magistris sulla sospensione dell’applicazione della legge Severino al suo caso. Il sindaco di Napoli è stato condannato in primo grado per abuso d’ufficio, e secondo la legge Severino la sua carica avrebbe dovuto essere “congelata”; De Magistris però ha fatto ricorso al Tar, che gli ha dato ragione e ha rimesso alla Consulta la questione della legittimità della legge Severino stessa. Ora però la procura generale della Cassazione ha dichiarato che il tribunale amministrativo non ha competenza sul caso, e che a decidere dovrà essere il giudice ordinario. Ne abbiamo parlato con Sandro Staiano, docente di Diritto costituzionale nell'Università Federico II di Napoli.

Che cosa prevede la legge Severino per quanto riguarda gli amministratori locali e i parlamentari?

La legge di Severino prevede la sospensione dalla carica come conseguenza di una condanna di primo grado, anche per reati che sono considerati di offensività minore. Si tratta di una misura cautelare di tipo amministrativo. Originariamente è stata prevista con riferimento ad alcuni gravi reati che riguardano i pubblici funzionari, come quelli relativi alla criminalità organizzata. Poi nel tempo, essendo maturata una sensibilità maggiore per questi temi, l’applicazione della misura è andata estendendosi. La legge Severino è una lettura particolarmente estesa della necessità di cautela amministrativa.

La legge Severino è stata applicata a Berlusconi, ma non a De Luca e De Magistris. Lei ravvisa una disparità di trattamento?

In realtà la misura è stata applicata anche a De Magistris, ma lui l’ha impugnata di fronte al Tar. Il sindaco di Napoli non ha ottenuto la decisione di merito bensì la sospensiva. Ha cioè presentato ricorso al tribunale amministrativo regionale in quanto riteneva che la misura gli comportasse un danno irreparabile e fosse infondata in punto di diritto.

Che cosa ha deciso il Tar?

Il Tar non ha deciso con riferimento al merito, ma ha accolto la richiesta di De Magistris di sollevare la questione di legittimità di fronte alla Corte costituzionale. Il tribunale regionale ha infatti ritenuto che il ricorso non fosse irrilevante né manifestamente infondato, e ha rimesso la questione alla Consulta. In attesa di un pronunciamento di quest’ultima, ha sospeso l’efficacia della misura contro De Magistris. Lo stesso Consiglio di Stato ha poi confermato la decisione del Tar.

Per il procuratore generale della Cassazione però la competenza non era del Tar ma del giudice ordinario. Ora che cosa accadrà?


COMMENTI
23/03/2015 - quelli che pretendono le leggi ad personam (umberto persegati)

Le due persone accomunate dal prefisso De conoscono bene la legge Severino fin da quando hanno deciso di candidarsi alle cariche pubbliche. Pur sapendo le conseguenze di condanne penali sui loro incarichi pubblici pretendono che la legge sia cambiata o che sia riconosciuta incostituzionale, e sollevano cavilli di ogni genere, impegnando magistrature, uffici, parlamento, ecc.. Personalmente mi vergognerei di sollevare un tale polverone! E' da sperare che i loro sostenitori aprano gli occhi e che i due tornino alle loro private faccende: di loro, e di altri come loro, si può fare a meno.