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PM E GIORNALI/ Da Berlusconi a Renzi, che cosa è cambiato?

Pubblicazione:lunedì 23 marzo 2015

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Sull’uso delle intercettazioni sarei severissimo per tutte le vicende che non rientrano in un processo, e che non sono quindi pubbliche perché depositate dentro al dibattimento giudiziale. E sarei ugualmente severo per l’uso delle intercettazioni che riguardano la vita personale di chi viene coinvolto. Può anche essere divertente sapere le frequentazioni, i dilemmi amorosi, le sensibilità paterne di questo o quel politico, ma non è un bell’esempio che siano pubblicate parole dette al telefono dalle quali non risulta un’attività contraria alla legge.

 

La Gababelli pare da quel che emerge che avesse elementi dell’inchiesta della magistratura prima degli stessi protagonisti della vicenda. Non lo trova un fatto sconvolgente per la nostra democrazia?

Questa vicenda per cui i media sanno prima dell’inchiesta dello stesso imputato non è una novità. Ricordo che nel ’94 Berlusconi seppe dal Corriere della Sera che stava per ricevere un avviso di garanzia. C’è un feeling molto forte tra alcune testate giornalistiche e alcune Procure. Con il fatto che non è una vicenda nuova non voglio dire che è meno grave, ma semplicemente che ci stiamo accorgendo che ci sono settori della magistratura che avvertono prima i giornalisti e poi gli indagati. E’ un fatto largamente accertato, e non è certo un fatto positivo. Sicuramente si tratta di un vulnus, prima ancora per la democrazia, per i diritti della persona, e quindi per la stessa vita democratica del Paese.

 

Che cosa sta succedendo all’interno della maggioranza?

Sta succedendo una cosa apparentemente semplice: Renzi è sempre più il dominus della situazione, ma ciò provoca delle fibrillazioni, innanzitutto tra il premier e gli alleati. Il caso Lupi ha scosso l’alleato principale, Ncd, che ha ritenuto di avere pagato un prezzo troppo alto ad accuse che non sono state seguite da iniziative giudiziarie.

 

Come vede invece la situazione all’interno del Pd?

Ci sono problemi anche nell’area ex Ds, che sabato ha tenuto un’assemblea nel corso del quale la sinistra Pd, capeggiata stavolta da Massimo D’Alema, ha mosso le critiche più serrate a Matteo Renzi. Tutto ciò non equivale a dire che Renzi sia indebolito, bensì che la sua navigazione sarà sempre più in mare mosso. Nessuno di questi pericoli ne mette però in discussione l’itinerario: Renzi fino a oggi è un vincente.

 

Che cosa si aspetta dal voto sull’Italicum?

Mi aspetto che Renzi non faccia il braccio di ferro. La richiesta che gli è rivolta dalla sinistra Pd è semplice: ridurre il numero dei nominati. Il premier può dire di no, ma in questo modo si espone a un rischio che riguarda il gruppo del Pd. I mal di pancia sull’Italicum sono molto più diffusi rispetto a quelli sulla riforma del Senato, e qualcuno potrebbe essere tentato di esprimere un voto contrario.

 

Il Pd rischia la scissione?


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COMMENTI
23/03/2015 - Chi può farlo si muova (Luigi PATRINI)

Chi può farlo si muova, dunque. Anche questa intervista conferma che siamo vicini al classico "punto di non ritorno". Quando lo avremo superato, avremo solo la possibilità di additare i colpevoli. Magra consolazione!