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SCENARIO/ Polito: così l'asse Bersani-Brunetta può "mandare sotto" Renzi

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Renato Brunetta (Infophoto)  Renato Brunetta (Infophoto)

Siamo nel 2015, teoricamente la legislatura dura fino al 2018 e in questi tre anni può avvenire di tutto. Quello di Landini è un processo appena avviato, ma nessun partito può nascere a tre anni dalle elezioni. Per il momento non succede assolutamente niente, se non che aumenterà un po’ la confusione nel Pd con la concorrenza a sinistra che ecciterà ancora di più gli animi.

 

Che cosa si aspetta dalla partita per l’approvazione dell’Italicum?

Tutto dipenderà dalla disponibilità, anche non esplicitata, della minoranza Pd a votare insieme ai parlamentari di Forza Italia, e soprattutto dal numero dei parlamentari di centrodestra che seguiranno l’indicazione del capogruppo Brunetta e voteranno contro. L’area vicina a Verdini è pronta a fare uno sconto a Renzi. Se la minoranza Pd accetta il rischio di essere accusata di avere votato insieme a Brunetta, ci potrebbero essere i numeri per fermare l’Italicum. Anche perché basta cambiare una virgola per costringere la legge a tornare al Senato, allungare enormemente i tempi e riaprire un grande punto interrogativo.

 

Che cosa si sta muovendo in Forza Italia?

Forza Italia sta andando verso il caos, è una sorta di reazione atomica incontrollata: non si può dire che ci sia una tendenza o un movimento in una certa direzione. E’ in atto lo spaesamento di un partito che non è mai stato tale, tenuto insieme solo dalla capacità del leader di prendere voti. Nel momento in cui questa capacità è fortemente ridotta, ognuno pensa solo a sé.

 

E Berlusconi che cosa farà?

Berlusconi si muoverà da par suo, riducendo i danni e prendendo tempo. Questa è la sua solita tattica, una volta uno mi ha detto: “Come ogni buon imprenditore, Berlusconi pensa esclusivamente a che cosa succede domani mattina”. Cercherà quindi di incassare qualche successo alle Regionali, in particolare con Zaia in Veneto e magari anche con Caldoro in Campania.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
24/03/2015 - Cambiare i partiti (art. 39 e 49 Costituzione) (Luigi PATRINI)

Concordo nella sostanza con le osservazioni di Sidoti. A proposito dei partiti, mi sono sempre chiesto perché - soprattutto da quando hanno un finanziamento pubblico - non si sia applicato anche a loro quanto si prevede nell'art. 39 della Costituzione a proposito del Sindacato, per il quale si garantisce la libertà di costituirlo e si pone come unica condizione per la semplice "registrazione" che "gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica". Anche per i partiti valga la stessa libertà nel costituirli (già operante, art. 49), ma se ne chieda la "democraticità". Che, nella sua condizione minimale, pretende l'elezione (obbligatoriamente a scrutinio segreto e non per acclamazione) del Segretario. E' perverso finanziare con denaro pubblico un partito padronale come FI e, prima ancora, il Pdl: il loro padrone se li "mantenga", ma quei "partiti" (?!?!) non meritano neppure di stare in Istituzioni che sono fatte per accogliere i "rappresentanti" degli elettori!

 
24/03/2015 - d'alema ha ragione (antonino sidoti)

Se dovevano mandare il governo sotto l'avevano già fatto. Non esiste nessun asse. Renzi sta redistribuendo il potere. Bisogna farsene una ragione. Se si fa fuori in questo modo Lupi che è l'unico che ha fatto qualcosa v. Alitalia rimane solo la redistribuzione del potere. A amministrative fatte, nuove tasse. Barcamenarsi in attesa della ripresa senza riforme - jobs act, senato, italicum, scuola fanno ridere - vuol dire svegliarsi tra un anno con i problemi di prima ma ad un livello economico peggiore. Urge una spending review lacrime e sangue, una riforma della scuola che liberi le forze educative presenti nella società, una riforma del lavoro che renda facile a tutti entrare nel mercato del lavoro, una riforma della sanità di stato che la renda più leggera e competitiva, una riforma dell'università che tolga le giovani baronie che si sono formate in questi anni di vuoto di potere, la chiusura di tutte le municipalizzate, la diminuzione del 30 % degli addetti nello stato, un esercito ed una marina in grado di proiettarsi insieme ad alleati non ridicoli dall'altra parte del mediterraneo. La fine delle novelle raccontate dal quarantenne Renzi. Ditele più chiare queste cose nel sussidiario altrimenti dopo Lupi i prossimi siete voi-noi.