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CASO MILANO/ Ambrosoli: sarà l'Expo (e non il Pd) a decidere il dopo-Pisapia, e io...

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Umberto Ambrosoli (Infophoto)  Umberto Ambrosoli (Infophoto)

Ha indubbiamente portato una ventata di innovazione in una città che nel 2011 il centrodestra aveva lasciato nell'impasse totale. Oggi Milano è tra le città al top nel mondo. Su tanti punti Milano è al massimo. Lo riconoscono in tante parti, da New York a Shanghai. E questo è l'indubbio merito di Giuliano Pisapia e della sua idea di governo, con cui ha saputo imprimere una trasformazione visibile di  Milano, rendendola finalmente attrattiva nel marketing urbano globale.

 

Per il Pd il fatto che Pisapia non si ricandidi è un vantaggio o uno svantaggio?

Il Pd è parte integrante della giunta Pisapia. Credo perciò che ne condivida i meriti. Come partito di riferimento dell'amministrazione, penso che esso saprà comunque gestire al meglio la fase che si è aperta adesso, facendosi carico delle difficoltà ma anche sapendo cogliere le opportunità che possono venirne per lo sviluppo di Milano.

 

Tra i nomi che circolano c'è anche il suo. Lei se la sentirebbe di correre?

La ringrazio per la domanda perché mi permette di precisare alcune cose importanti. Innanzitutto vorrei tranquillizzare quanti ci leggono e tutti i cittadini milanesi: alle elezioni mancano più di 14 mesi! Io penso perciò che non sia la cosa più giusta approfittare di questa situazione per fare una campagna elettorale così lunga ed estenuante: sarebbe un massacro per la città. Credo invece molto giusto darsi da fare — per quanto mi riguarda qui in consiglio regionale e ciascun altro nel proprio posto di responsabilità — per portare avanti i progetti e le cose più urgenti di cui la città ha bisogno. 

 

Quali sono secondo lei?

Ci sono le esigenze più impellenti dei milanesi: le periferie da sistemare; la casa e un buon funzionamento dell'Aler; i cantieri aperti per migliorare i trasporti pubblici, per esempio. E poi ci sono manifestazioni internazionali importanti per l'industria, la moda, il design. Tra pochi giorni avremo il Salone del mobile e il Fuori Salone; poi comincerà l'Expo: un'occasione più che unica per consolidare il posizionamento nel mondo di Milano (ed oserei dire dell'Italia intera). 

 

E dopo? 

A seguire dovremo pensare, già da subito, a come risistemare quell'area: evitando che diventi un cumulo di rovine e invece vedendo se è possibile farla diventare un'area di eccellenza nella ricerca universitaria e nell'attrattività per industrie innovative. Questo, io credo, sarebbe davvero un bel modo di dare valore a tutti gli sforzi e gli investimenti fatti finora. E forse permetterebbe ai tanti giovani che sono costretti ad emigrare di trovare una speranza di rientro. Infine c'è la Città metropolitana da costruire: trovando innanzitutto soluzioni immediate per tanti ex dipendenti della provincia in ansia per il loro futuro.

 

Sì, ma il tot-nomine è cominciato.

Io penso che perdere tempo nel toto-nomine sarebbe un errore grave. Il gossip sui nomi non mi interessa, come credo non interessi ai cittadini. E' urgente invece lavorare per la città affinché si risolvano i tanti problemi aperti e si ritrovi quello spirito di servizio che ha richiamato anche Pisapia: su questo io ci sono. 

 

Come vede le primarie? C'è chi le mette in discussione…


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