BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

SCENARIO/ Regionali, le "prove" anti-Italicum di Bersani e Berlusconi

Berlusconi e Salvini hanno difficoltà a trovare un patto politico per sopravvivere all'Italicum: la vera sfida che sta dietro le trattative sulle regionali è questa. FRANCO BECHIS (Libero)

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

"Berlusconi e Salvini hanno difficoltà a trovare un patto politico per sopravvivere all'Italicum, la vera sfida che sta dietro le trattative sulle regionali è questa. Devono tentare in ogni modo di ribaltare una situazione che per loro si è molto, molto complicata". A dirlo e Franco Bechis, vicedirettore di Libero, al quale chiediamo un commento sulle trattative in vista delle prossime Regionali. Intanto ieri è arrivato il decreto firmato dal ministro dell'Interno, Angelino Alfano, che fissa la data al 31 maggio come previsto. 

Però in Veneto Salvini si gioca molto, moltissimo.
Salvini sì, ma l'emergenza di Berlusconi è un'altra. Deve fare il possibile per ribaltare la sciocchezza che ha commesso rompendo il Nazareno in occasione dell'elezione di Mattarella. Anche lui ha scritto l'Italicum, ma dopo la rottura non può più condizionarlo. E ora ci sono tutte le premesse perché Renzi rimanga vent'anni al governo.

Altro che Regionali, dunque. Per questo Renzi vuole chiudere la partita dell'Italicum entro aprile?
Sì. Nella forma in cui tornerà alla Camera, l'Italicum non prevede alleanze, perché o dai vita ad un unico partito, ma è impensabile che questo possa avvenire con la Lega, oppure non hai speranze. E il bello, si fa per dire, è che quella legge è stata scritta anche da Forza Italia. La formula politica che poteva garantire un futuro a Berlusconi era quella di mettere insieme singoli pezzi di centrodestra, una coalizione insomma. Ora, senza un accordo politico abbastanza forte per ribaltare la frittata, la partita è chiusa.

Renzi cosa pensa di fare?
Si prepara a dire al paese e al Pd che un Italicum cosiffatto glielo ha imposto Berlusconi… Per questo l'Italicum è la battaglia delle battaglie. Per tutti, anche per Renzi verso la minoranza dem. Che non smette di puntare il dito contro i capilista bloccati: altro punto che faceva comodo al Berlusconi del Nazareno. 

Capilista bloccati, ovvero "decidono tutto le segreterie dei partiti", eccetera.
Non i partiti, che non ci sono più, ma i loro leader. In realtà a Renzi importa poco che la riforma sia impopolare, dirà agli italiani che i gufi cercano di bloccare la legge. I suoi avversari invece sperano che non sia in grado di gestire l'impopolarità di quella norma per riaprire la partita.

Tutti contro Renzi, dunque?
E' inevitabile. Questa volta la minoranza Pd dovrà contarsi, saldarsi a Forza Italia, Lega e 5 Stelle e sperare di mandare sotto Renzi. Se si vota con l'Italicum  in questa versione, il centrodestra è finito. Chi può costruire una forza competitiva in grado di attrarre consenso e giocarsela in un ballottaggio? Oggi è difficile che sia la Lega.

Renzi dunque accelera per mettere tutti all'angolo. E poi?
Piuttosto che stare a barcamenarsi con una fastidiosa opposizione interna, chi nelle sue condizioni non sarebbe tentato di andare al voto?

Anche in un momento così delicato per la ripresa? Anche durante l'Expo?