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DIETRO LE QUINTE/ Così Renzi punta ai voti di destra (con l'aiuto di Mattarella)

Pubblicazione:martedì 3 marzo 2015

Matteo Renzi e Sergio Mattarella (Infophoto) Matteo Renzi e Sergio Mattarella (Infophoto)

Il ricorso alla decretazione d’urgenza secondo il modello della “protezione civile” è un prendere a schiaffi il Parlamento che piace molto all’elettorato giovanile e, più in generale, a chi lo interpreta come il “fare” contro i freni del “Palazzo”. Va inoltre tenuto presente che la spinta a una democrazia meno “partecipata” e più “decisionale” è condivisa da tempo non solo a livello di opinione pubblica, ma anche tra i costituzionalisti. Certamente il varo di una legge elettorale maggioritaria con un solo maggior partito non ha molti precedenti. Cancellare il Senato dall’”albero delle decisioni” e rimettere tutto a una Camera in cui una sola lista minoritaria nelle urne diventa largamente maggioritaria nell’aula con la possibilità di eleggersi l’esecutivo e di nominarsi tutti gli organi di garanzia governando come “potere assoluto” può presentare profili opinabili.

In tal senso le opposizioni – soprattutto le sinistre Pd - guardano con fiducia e speranza al nuovo inquilino del Quirinale che ha promesso di essere un “arbitro” ineccepibile. Il Capo dello Stato ha già fatto sentire la sua voce rilanciando la legge preparata da Grasso sulla corruzione e, dopo aver negato udienza a Berlusconi nell’incontro con Brunetta, ha poi creato un’occasione di clima positivo con Grillo e Casaleggio.

A raffreddare le attese c’è però la notizia pubblicata nei giorni scorsi dal “Corriere della Sera” secondo cui Renzi, prima di votare Mattarella, ha mandato la Boschi a verificare che l’allora giudice costituzionale fosse pienamente d’accordo sul “piano organico” di riforme istituzionali del governo con particolare riferimento a come Renzi, intendeva modificare la Costituzione e la legge elettorale. “Insomma – scrive Francesco Verderami – la Boschi si portò avanti con il lavoro così da spazzare le voci di Palazzo in base alle quali – con l’avvento di Mattarella al Colle – quel ‘progetto organico’ avrebbe avuto bisogno di profonde verifiche”. Mattarella prima di essere eletto avrebbe rassicurato il Ministro delle Riforme mandatogli da Palazzo Chigi. Sembrerebbe che l’arbitro abbia buttato via il fischietto prima di scendere in campo.



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COMMENTI
04/03/2015 - La democrazia funziona solo a debito (Vittorio Cionini)

Inutile girarci intorno. La democrazia funziona solo finché si concedono privilegi (pardon diritti) pagati con il debito pubblico. Quando qualcuno chiama il bluff tutto si sgonfia come un palloncino bucato che prima inizia a girare in modo incontrollabile e poi cade a terra. E si ricomincia da capo.