BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CAOS RIFORME/ Pasquino: i difetti dell'Italicum sono gli stessi della "nuova" Rai

Pubblicazione:martedì 31 marzo 2015

Infophoto Infophoto

“Renzi ha poco a vedere con Berlusconi, perché il primo ha conquistato un partito che esiste, mentre il secondo ha fondato un partito che non esiste”. E’ la sintesi di Gianfranco Pasquino, professore di Scienza politica alla Johns Hopkins University di Bologna. Nel corso della manifestazione a Roma, il leader della Fiom, Maurizio Landini, aveva detto che il governo Renzi “sta facendo come il governo Letta e quello Monti, anche con un peggioramento rispetto al governo Berlusconi”. Ieri Renzi è intervenuto alla direzione Pd affermando: “Spero sia l'ultima direzione in cui discutiamo di legge elettorale, poi è opportuno che il gruppo alla Camera abbia la possibilità di riunirsi e decidere in merito se lo riterrà opportuno. Io oggi chiedo un voto su questa riforma come ratifica di quello che abbiamo fatto e come mandato per i prossimi mesi”.

 

Che cosa ne pensa delle dichiarazioni di Renzi sull’Italicum?

Personalmente sono d’accordo sul ballottaggio, che doveva essere già incluso nella proposta originale. Il ballottaggio non dovrebbe però avvenire tra due liste ma tra due coalizioni, o comunque bisogna consentire il formarsi di coalizioni nel passaggio tra il primo e il secondo turno. Questo è il modo in cui sono governate le democrazie parlamentari in tutta Europa, con l’eccezione della Spagna dove peraltro spesso i partiti regionali forniscono i voti decisivi per la formazione delle maggioranze.

 

Ma l’Italicum è o non è un passo avanti, secondo lei?

L’Italicum è un miglioramento rispetto al Porcellum, che era pessimo. Migliorare il pessimo, e lasciare alcuni elementi che sono fortemente criticabili, non rappresenta però certo un grande passo in avanti. Finché rimarranno i capilista bloccati, la possibilità di candidature multiple fino a otto collegi, e nessuna percentuale minima per passare al ballottaggio, restano dei problemi aperti.

 

Nel Pd sarà scissione o la minoranza sarà fatta fuori?

Escludo una scissione, è probabile che ad andarsene saranno quattro o cinque parlamentari. La scissione sarebbe un suicidio per chi se ne va, ma al tempo stesso non migliorerebbe la qualità per quanti rimangono. Più che altro la minoranza dovrebbe prendere atto del fatto che nel momento della definizione dei capilista, Renzi procederà in modo brutale come è avvenuto tutte le volte in cui ha avuto la possibilità di farlo. A parte Bersani, tutti gli altri componenti della minoranza rischiano moltissimo.

 

Condivide i giudizi negativi sulla riforma della Rai?


  PAG. SUCC. >