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SCENARIO/ Cacciari: ecco cos'è la nuova "destra di massa" di Salvini

Pubblicazione:mercoledì 4 marzo 2015

Matteo Salvini in piazza a Roma (Infophoto) Matteo Salvini in piazza a Roma (Infophoto)

In Veneto terrà. Hanno governato insieme fino all’altro ieri, perché dovrebbero rompere ora? Anche in Lombardia l’idea di Maroni è quella di proseguire con l’alleanza. Se non fa così, il centrodestra perderà anche le ultime roccaforti che gli sono rimaste. Dal punto di vista politico Lombardia e Veneto sono strategiche anche perché sono le due Regioni che finanziano l’Italia.

 

Per Salvini, “Bruxelles è peggio del fascismo”. Come si spiega questa uscita?

Sono solo stupidaggini elettoralistiche, che ormai fanno pochissimo effetto agli stessi cittadini più moderati e tradizionalisti.

 

Il leader della Lega sta copiando Marine Le Pen?

Questo è vero, e rappresenta un fatto pericoloso: l’idea seria di Salvini è proprio questa. Nella sua visione ormai l’elettorato moderato non c’è più, e quel poco che c’era è sempre più schierato con Renzi, soprattutto nella prospettiva che la sinistra dem molli il Pd. Renzi ha di fronte a sé le praterie per conquistare l’elettorato moderato.

 

Che cosa c’entra questo con la Lega?

C’entra perché Salvini ha voltato le spalle alla prateria dei moderati e guarda ai modelli europei di movimenti di destra-destra, a partire appunto da Marine Le Pen ma non solo, che si caratterizzano come anti-europeisti e xenofobi. Salvini è convinto che questa sia l’unica carta a disposizione per mandare a casa Renzi.

 

Perché secondo lei?

Per Salvini le forze moderate di cui disponeva Berlusconi non ci sono più: metà si sono sciolte e metà sono già andate con Renzi. Si tratta di una prospettiva molto pericolosa, perché significa che si potrebbe concretizzare un movimento di estrema destra di massa come unica alternativa a una grande palude di centro.

 

Con questa linea, Salvini riuscirà a prendere i voti del Sud Italia?

Qualcuno di sicuro, anche se la Lega non dilagherà mai al Sud. Rimane infatti l’eredità pesante dell’anti-meridionalismo di Bossi, che pesa su Salvini e sulla sua strategia.

 

Salvini ha detto che gli “piacerebbe tantissimo” candidarsi come sindaco di Milano. Ha delle probabilità di farcela?

Nel 1993 la Lega ha già vinto a Milano con Marco Formentini, tra l’altro correndo da sola, in una situazione di sfascio del ceto politico e dei partiti tradizionali simile a quella attuale. Una vittoria di Salvini sarebbe quindi un’ipotesi plausibile, anche se è pur vero che Pisapia è un sindaco tutto sommato ben visto. Se si ripresenta Pisapia la vittoria della Lega sarà quindi difficile.

 

(Pietro Vernizzi)



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