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SCUOLA & RIFORME/ Mattarella sfida Renzi

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

“Spero che il rinvio sulla scuola segni un’inversione di tendenza rispetto a una prassi consolidata in base a cui si governa per decreti. Anche se l’ingorgo legislativo in Parlamento di fatto induce l’esecutivo a saltare a piè pari la strada maestra dei disegni di legge. Ciò a maggior ragione da parte di un premier decisionista come Renzi”. Ne è convinto Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera, dopo che nel consiglio dei ministri di ieri sono state solo illustrate le linee guida degli interventi che il governo ha previsto per la scuola. L’esame del disegno di legge è stato rinviato a una data successiva (martedì prossimo, secondo il premier). Una scelta, quella di Renzi, che è stata giustificata dalla volontà di concedere al Parlamento più tempo per discutere la nuova norma.

 

Perché Renzi ha deciso di rinviare il decreto sulla scuola?

Spero che questo cambiamento non riguardi solo la scuola ma l’intera attività di governo da questo momento in poi. E’ pur vero d’altra parte che questo provvedimento cambia i suoi effetti se adottato attraverso un disegno di legge. Gli annunci del governo lasciavano immaginare che i precari sarebbero stati assunti entro l’inizio del prossimo anno scolastico. Ma è difficile che con l’approvazione del disegno di legge si possa fare in tempo. In questo caso quindi l’urgenza era forse più giustificata che in altri casi. In linea di massima il governo fa però benissimo a rendersi conto che non si può legiferare regolarmente e costantemente per decreto legge.

 

Potrebbero esserci anche problemi di coperture economiche? Renzi, in conferenza stampa, lo ha escluso...

Certo, però allibisco. Quando ha annunciato il provvedimento sui precari, il governo conosceva già i problemi di coperture economiche cui sarebbe andato incontro. Lo stesso governo del resto ci informa del fatto che i conti pubblici sono perfettamente sotto controllo, e che anzi ha ottenuto una prima flessibilità dall’Europa che gli consente di muoversi con maggiore tranquillità. Non c’è quindi niente di peggio che illudere gli elettori, promettendo cose che poi non si possono mantenere.

 

E’ stato Mattarella a dire no all’ennesimo decreto?

E’ possibile che sia in corso una moral suasion del Quirinale. Non dimentichiamoci che nel caso dei decreti è il presidente della Repubblica che firmando dà loro valore legale immediato. E’ una situazione rischiosa per il capo dello Stato, perché può trovarsi a firmare provvedimenti che poi il Parlamento non adotta. Oppure le Camere possono aggiungere altre parti che il presidente non conosceva al momento della firma.

 

Perché finora Renzi ha governato per decreti?

Da questo punto di vista c’è una difficoltà oggettiva. Siccome il Parlamento è intasato dall’attività di conversione dei decreti, finisce per essere molto lento nell’approvare i disegni di legge. E’ una sorta di circolo vizioso perché ciò induce necessariamente i governi a fare ancora più decreti legge. Questa necessità non toglie però il fatto che bisogna metterci un argine.

 

In che modo?


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