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IL FATTO/ De Luca e legge Severino, il giustizialismo si è "vendicato" del Pd

Pubblicazione:giovedì 5 marzo 2015

Vincenzo De Luca (Infophoto) Vincenzo De Luca (Infophoto)

Non è possibile allo stato sapere se questa dichiarazione sarà mantenuta dopo l'eventuale elezione di De Luca.

Il Pd sembra attendista e, qualora decidesse di mantenere la disciplina legislativa in vigore e De Luca risultasse eletto, la situazione potrebbe portare alla paralisi una Regione importante come la Campania e menomare i diritti elettorali dei cittadini che hanno partecipato, sia votando a favore, sia non votando a favore di De Luca.

A questo punto un altro interrogativo. Il diritto di accesso alle cariche e la salvaguardia della pubblica amministrazione, entrambi con un chiaro fondamento costituzionale, stanno sullo stesso piano?

La risposta è no. Il diritto dei cittadini ha o dovrebbe avere una prevalenza netta sulla salvaguardia della pubblica amministrazione, e ciò per molti motivi giuridico-costituzionali che il buon senso lascia già intuire.

Se è così, vi sono due vie che si possono seguire: la prima coerente e leale, anche se espone il sistema elettorale a una vulnerabilità inevitabile che può essere scongiurata solo dalla scelta dei cittadini elettori, e cioè l'abrogazione della fattispecie della sospensione in pendenza di una condanna non definitiva, allineando "incandidabilità" e "impossibilità di ricoprire le cariche"; la seconda, invece, meno coerente e più ipocrita, procedendo con una legge ad personam per il caso De Luca, magari limitandosi ad escludere la fattispecie dell'abuso d'ufficio dai casi di sospensione (e di impossibilità di ricoprire le cariche). In fondo si tratterebbe di ripristinare la disciplina già in vigore in precedenza.

Vi è poi una terza via, che ci auguriamo ci sia risparmiata dalla classe politica, ed è quella di assistere a un calvario giudiziario (compreso un processo costituzionale), cui De Luca sembra comunque intenzionato a sottoporsi. 

Il problema non è De Luca, anche se non va sottovalutata la sofferenza di ogni cittadino della Repubblica, ma i danni che sarebbero inferti alla nostra già malandata democrazia.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
05/03/2015 - Grazie per la chiarezza (Franco Labella)

Come in altri interventi precedenti anche stavolta il prof. Mangiameli offre un contributo pregevole anche per la chiarezza. Forse il lettore medio potrà incontare qualche difficoltà ma per carenza di conoscenze di base più che per il modo con cui si articola l'analisi di Mangiameli. I temi in discussione travalicano anche il campo del diritto costituzionale per investire quel nucleo di concetti ed argomenti connessi con una consapevole educazione alla cittadinanza. Voglio sperare, perciò, che la "discussione" sulla scuola, rinviata in modo a dir poco discutibile, non si accompagni alla revisione di una delle novità per ora solo annunciate e cioè la reintroduzione dello studio del Diritto nelle scuole superiori. Perchè per discutere senza partigianerie o furbizie di De Luca e delle misure necessarie per riportare i cittadini a partecipare attivamente alla vita democratica sono necessarie anche conoscenze come quelle che il prof. Mangiameli ci aiuta ad acquisire o a consolidare.