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SCENARIO/ Renzi-Grillo, un'intesa che piace (solo) a Mattarella

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Beppe Grillo (Infophoto)  Beppe Grillo (Infophoto)

Il Movimento 5 Stelle è pronto a dialogare con il Pd su reddito di cittadinanza e riforma della Rai. Lo ha rivelato Beppe Grillo in un’intervista al Corriere della Sera, evidenziando che “tante nostre proposte sono state bocciate a priori. Se superiamo questo scoglio, come abbiamo sempre fatto sulle cose buone, su Rai e reddito di cittadinanza dialoghiamo con tutti, anche con il Pd”. Per Aldo Cazzullo, inviato del quotidiano di via Solferino, “Renzi sbaglierebbe se pensasse di costruire una nuova maggioranza o di stringere nuovi patti o di usare Grillo per mettere pressione alla sinistra interna. Invece dovrebbe cercare dei punti comuni a cominciare dalle due questioni che Grillo ha indicato: la riforma della Rai e il reddito di cittadinanza”.

 

Cazzullo, che cosa ne pensa dell’apertura di Grillo al Pd?

E’ innanzitutto una bella intervista. Non metterei la mano sul fuoco che poi alle parole seguano i fatti, Grillo è capace di cambiare idea domani mattina. Quando però un movimento prende il 25% dei voti non lo si può liquidare come anti-politica, ma diventa un interlocutore necessario. I motivi che hanno fatto nascere l’M5S sono ancora validi: la corruzione, il discredito dei vecchi partiti, un Paese fermo. Grillo ha raccolto l’indignazione ma anche le speranze di persone cui l’Italia di oggi non piace. Il fenomeno di Grillo è quindi da un lato preoccupante, però anche interessante.

 

Grillo ha la cultura politica per essere un interlocutore valido?

Non possiamo dirlo adesso ma lo vedremo più avanti. Grillo finora ha dimostrato di essere molto bravo nella costruzione del consenso, ma molto meno a giocarselo politicamente. E’ chiaro quindi che la cultura politica non è una cosa che si improvvisa dall’oggi al domani. L’M5S però ora ha un direttivo e degli uomini nuovi alla guida, in questi mesi si è dato un gruppo dirigente e vedremo se sarà all’altezza della situazione.

 

Il dialogo con Grillo quale ruolo può avere sugli equilibri nel Pd?

Renzi sbaglierebbe se pensasse di costruire una nuova maggioranza o di stringere nuovi patti o di usare Grillo per mettere pressione alla sinistra interna. Sbaglierebbe perché darebbe troppo potere all’M5S e finirebbe per pentirsene. Invece dovrebbe cercare dei punti comuni a cominciare dalle due questioni che Grillo ha indicato: la riforma della Rai e il reddito di cittadinanza. Il Jobs Act rappresenta una modernizzazione liberale importante, e prevede che chi rimane fuori dal lavoro possa avere un aiuto. Se il reddito di cittadinanza non è una misura universale che si dà a tutti, compresi quanti non fanno neanche la fatica di cercare un lavoro, ma è un aiuto verso quanti sono colpiti dal cambiamento, può essere uno strumento interessante.

 

Mattarella può favorire il dialogo Pd-M5S?


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COMMENTI
05/03/2015 - a proposito del M5s (Italo Amitrano)

Attenzione : il grillismo e il renzismo sono un "remake", aggiornato ai nostri tempi, dell'insurrezione sessantottina. Le logge sono il vivaio in cui si allevano i giovani che devono diventare futuri occupanti dei posti strategici di comando. I vecchi "fratelli" , alle soglie dell'ultima dimora, diventano inaffidabili perché, sovente, la loro fede laicista può vacillare e quindi si rende necessario sostiturli con energie e ambizioni forti. Il reddito di cittadinanza è l'esca che deve attrarre come attraeva - dal '68 in poi - il titolo di studio guadagnato senza fatica. Per il resto (lotta alla corruzione,ai privilegi, agli sprechi etc.. etc..) sono slogan già sentiti.