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RENZI vs BOLDRINI/ Fini: anche io attaccato dal premier, ma non siamo dei notai

Pubblicazione:sabato 7 marzo 2015

Laura Boldrini (Infophoto) Laura Boldrini (Infophoto)

Secondo me da parte di Renzi la polemica è stata eccessiva, arrivando ad accusare la Boldrini di fare politica, o anche - forse - sospettando che domani l'esponente di Sel voglia guidare una sinistra più radicale e alternativa a quella renziana. Il confronto tra me e Berlusconi era del tutto diverso. Io ero uno dei fondatore del Pdl e le critiche che muovevo a Berlusconi erano interne a una riunione del Pdl. La Boldrini non è nemmeno iscritta al Pd. 

 

Però siamo sempre sul confine di un'azione che al presidente della Camera non dovrebbe essere concessa, non crede?

Il mio è stato un caso unico anche se in precedenza c'erano state polemiche tra il presidente della Camera e il premier di turno, ma che io ricordi non erano casi analoghi a quello che mi ha visto contrapposto a Berlusconi. Il Pdl era nato dalla fusione di due partiti, di cui uno, An, era il mio. Tra l'altro sono certo che non sia qualcosa che riguarda solo la seconda Repubblica, sono certo che anche durante la prima ci sono stati casi di contrasto tra uno dei presidenti delle Camere e il capo del Governo. In sostanza, non si può pretendere che i presidenti delle Camere siano solo dei notai.

 

Che sviluppi crede possa avere il confronto tra Renzi e la Boldrini?

Si ricomporrà rapidamente. E' chiaro che il presidente della Camera è sempre una personalità politica e perciò se ne ravvede la possibilità interviene nel dibattito. E' un po' analogo a quanto succede quanto il presidente della Repubblica interviene pubblicamente: la storia è piena di esempi.  

 

In conclusione, che cosa ci dice questo ennesimo confronto?

Per quanto possa essere acceso il confronto, i presidenti sanno perfettamente che il dovere al quale non possono venire meno è l'imparzialità. Il corto circuito può accadere solo se in qualche modo viene violato il regolamento per ragioni di parte e in contrasto con il governo, ma è teoria, perché il presidente le decisioni le prende nell'ambito dell'ufficio di presidenza dove se non c'è maggioranza decide personalmente, quindi senza andare contro i suoi doveri.



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