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ITALICUM/ Panebianco: un sistema "alla Renzi" che riconsegna l'Italia ai partiti

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Civati fotografa la realtà ma la legge stabilizza la politica italiana. Personalmente sono convinto che il doppio turno alla francese sia migliore di questo sistema, e che fornisca delle garanzie di durata e tenuta maggiori. Questa però è soltanto accademia, perché di fatto l’unica vera alternativa è tra l’Italicum e il proporzionale che esce dalla sentenza della Corte costituzionale. 

 

Ma non è in corso un dibattito?

No, ormai non c’è più nessun dibattito. I collegi uninominali non sono neanche stati presi in considerazione e i giochi ormai sono fatti. Siccome in molti pensano che sarebbe devastante andare a votare con il sistema proporzionale uscito dalla sentenza della Corte, meglio l’Italicum benché ben pochi ne siano entusiasti.

 

I capilista bloccati sono così diversi dai collegi uninominali?

Sì. La differenza è nel fatto che con i collegi uninominali vince un solo candidato e questo personalizza notevolmente il voto. Questa è anche la ragione per cui nessuno li vuole, perché chi vince in un collegio uninominale ha una forza contrattuale nei confronti dei leader del partito superiore rispetto a chi esce da una lista bloccata. In quest’ultimo caso un candidato è messo lì dai suoi capi e se vince non è certo per merito suo. In un collegio uninominale al contrario il candidato ci mette la sua faccia, e chi vince acquista una posizione di forza perché è lui ad avere ottenuto i voti degli elettori. Ciò è normalmente insopportabile per i leader dei partiti e proprio per questo non vogliono i collegi uninominali.

 

Sempre nel suo ultimo editoriale lei nota la grande diversità di consenso in cui si sono trovati i governi Berlusconi e Renzi. Da che cosa dipende questa differenza?

Il governo Berlusconi si trovò a fronteggiare l’opposizione di molti gruppi che ritenevano di essere penalizzati dalla sua presenza. C’era quindi una grandissima coalizione contraria a lui, un insieme di forze molto variegate che temevano un consolidamento della sua posizione. Renzi invece ha il vantaggio di avere avversari deboli, e anche quelli cui piace poco non vedono alternative. Molti di quelli che lo appoggiano non sono affatto entusiasti di lui, ma lo percepiscono come il male minore rispetto a un Berlusconi in calo, per non parlare di Grillo e Salvini.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
01/04/2015 - l'Italia soffre di una crisi di rappresentanza (antonino sidoti)

Se la crisi economica e sociale del nostro paese non fosse la causa della difficoltà di lavorare e di mettere su famiglia ma fosse invece causata da una mancanza di coesione nazionale per il bene comune, allora una rappresentanza più accurata del paese, della società e degli interessi che vi albergano sarebbe necessaria. La preoccupazione della governabilità viene sempre messa davanti e prima qualsiasi scelta del modello elettorale come se per definizione ci fosse qualcuno già capace di delineare e comporre gli interessi delle persone, dei soggetti e corpi intermedi della società. Allora chi vince si costruisce il proprio modello elettorale. E'questo modo di concepire la rappresentanza che è anticostituzionale. Bisogna fare il percorso contrario anche correndo il rischio che siedano in parlamento forze velleitarie che non vogliono veramente governare il paese o che vogliono farlo per procura di poteri non eletti. Ovvero bisogna costruire una legge elettorale che permetta ai cittadini di esprimere tutta la varietà della società e di selezionare una classe dirigente politica che sappia tenere in conto tutti gli interessi mentre governa: in democrazia il proporzionale con tutti i possibili correttivi è la legge più adatta. Se i candidati vengono scelti prima da alcuni oligarchi la nostra crisi è destinata a peggiorare. L'Italicum non sembra fornire queste garanzie per l' esagerato premio di maggioranza, per i capilista bloccati fino a 10 e per le modalità del ballottaggio.