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SCISSIONE FI?/ Le due mosse di Fitto (e Verdini) per "rottamare" Berlusconi

Per FABRIZIO D’ESPOSITO, Fitto prepara una strategia in due mosse, alleandosi nel breve termine con Tosi e Alfano e nel medio con la Meloni e Salvini per rendersi alternativo a Berlusconi

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

“Fitto prepara una strategia in due mosse, alleandosi nel breve termine con Tosi e Alfano e nel medio con la Meloni e Salvini, il tutto nella prospettiva di rendersi alternativo a Berlusconi”. E’ la chiave di lettura di Fabrizio D’Esposito, giornalista de Il Fatto Quotidiano, secondo cui “Berlusconi sta di fatto rottamando Forza Italia, come ha fatto Renzi nel Pd con le primarie. Solo che il Cavaliere ben presto si troverà senza più parlamentari, in quanto dopo le Regionali Verdini formerà un suo gruppo a sostegno del governo”.

Diversi quotidiani hanno parlato del fatto che Fitto starebbe preparando la “Cosa Bianca”. E’ davvero così?

E’ ormai chiaro da oltre un mese che Tosi aveva in mente di creare un polo moderato alternativo a quello di Salvini e Berlusconi, ora è entrato in gioco anche Fitto. La mossa dell’ex governatore pugliese ha come obiettivo quello di rendersi alternativo a Berlusconi. Si è detto perfino che l’obiettivo di Fitto sarebbe quello di fare un’alleanza alle politiche con Salvini e la Meloni.  

E’ un’ipotesi verosimile?

Potrebbe essere questo il vero obiettivo di Fitto. Tutte queste voci però indicano principalmente che ormai nel centrodestra non c’è più una staffetta concordata, bensì una guerra di successione in cui Berlusconi per la prima volta è in minoranza. Forse perché ha quasi 80 anni o ha altri problemi per la mente, Berlusconi sta facendo liquidare tutto il gruppo dirigente di Forza Italia dal suo cerchio magico capeggiato da Mariarosaria Rossi. Non è detto che sia un male rottamare tutta la classe dirigente di Forza Italia che deve le sue fortune al nome di Berlusconi. Fatto sta che l’obiettivo del Cavaliere è avere un domani il controllo di 30-40 parlamentari che gli siano fedeli al 100%.

Quali conseguenze ha questo disegno per le prospettive del centrodestra?

In questo schema Berlusconi non è più il centro della coalizione di centrodestra. Siamo di fronte a un’implosione in cui possiamo prevedere tutti i vari scenari alternativi a Berlusconi e in grado quindi di relegarlo in un angolo. Di qui la tentazione della “Cosa Bianca” di Fitto, Tosi e Alfano, o della “Cosa Bianconera” di Fitto, Meloni e Salvini.

Di che cosa è segno la scissione tra Tosi e Zaia in Veneto?

Il caso Veneto mette ancora una volta in evidenza la crisi del centrodestra, in cui non abbiamo più un leader come Berlusconi in grado di mediare tra le diverse anime. Oggi il Cavaliere sta ragionando su una prospettiva di sopravvivenza personale. Eppure ancora oggi tutte le forze di centrodestra sommate tra loro possono essere davvero alternative e concorrenziali al centrosinistra di Renzi. Secondo i sondaggi tutte le forze di centrodestra messe insieme sono distaccate dal centrosinistra di soli 1 o 2 punti: insomma è un elettorato che in Italia non è affatto scomparso.

Perché Berlusconi non riesce più a capitalizzare questo patrimonio?