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Politica

SCENARIO/ Formica: ecco le tre F con cui Renzi ci ubriaca

Rino Formica (Infophoto)Rino Formica (Infophoto)

Renzi naviga a vista, in quanto non ha nessuna strategia di carattere generale e ha come unico e solo obiettivo quello di tenere saldamente in mano il potere con la sua banda. La sorpresa per il premier saranno le Regionali. In democrazia se non sai prevedere le reazioni degli elettori ai tuoi atti, poi questi si vendicano nelle urne. Alle Regionali ci sarà una doppia vendetta: un’astensione di massa e un forte ridimensionamento del Pd.

 

Secondo lei perché Renzi andrà incontro a questa doppia debacle?

Perché non ha né una visione né una cultura politica, non ha un’idea di sviluppo della società italiana. Renzi è il governatore povero di uno Stato coloniale, regolato da un vincolo esterno. Quest’ultimo, come avveniva per gli Stati coloniali, non aveva come obiettivo quello di sviluppare un Paese ma di farlo sopravvivere.

 

In che senso l’Italia sarebbe soggetta a un vincolo coloniale?

Quando si accetta l’idea di essere deboli, il vincolo è nei confronti di tutti. Questo è un governo che accetta di essere debole verso qualsiasi altra potenza esterna. E’ un governo accattone tanto nella politica economica quanto in quella internazionale, che oramai è scomparsa.

 

Perché la politica internazionale è scomparsa?

La politica estera va fatta tenendo conto di una prospettiva di lungo periodo. La politica dell’arrangiarsi e del vivere giorno per giorno non è degna di un grande Paese, ma al massimo va bene per le tribù senusse.

 

Basta questo per far prevedere che per Renzi le Regionali saranno un insuccesso?

Posso sintetizzare in una frase il mio giudizio sulla situazione che c’è oggi in Italia e sul malgoverno renziano. La politica chi la sa la offre, chi non la sa la vende. Renzi la politica non la sa e non è nelle condizioni di offrirla e quindi di dare un ideale al Paese. Il premier vende le sue parole, e si può vendere aria una volta o due. Ma se non c’è benessere nel Paese non si può durare più di un brevissimo periodo e questo periodo ormai è scaduto.

 

(Pietro Vernizzi)

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