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APPELLO A MATTARELLA/ Scotto (Sel): il voto di fiducia sull'Italicum ammazza la democrazia

Pubblicazione:giovedì 16 aprile 2015

Arturo Scotto (Infophoto) Arturo Scotto (Infophoto)

“La legge elettorale non può essere ridotta a una questione interna al Pd, perché riguarda milioni di italiani e noi siamo pronti a iniziative forti per fermare l’Italicum”. Lo afferma Arturo Scotto, capogruppo di Sel alla Camera dei deputati. Ieri l’assemblea del gruppo parlamentare del Pd a Montecitorio ha segnato una profonda spaccatura, con Renzi che ha ribadito: “Questo governo è legato a questa legge elettorale nel bene e nel male”. Mentre la componente di Area Riformista ieri si è riunita prima dell’assemblea per confermare che in aula voterà no.

 

Che cosa ne pensa del dibattito di queste ore sull’Italicum?

Ieri abbiamo scritto al presidente Sergio Mattarella perché pensiamo che la minaccia ripetuta da parte di autorevoli esponenti del Pd e del governo di un possibile ricorso alla fiducia sarebbe un fatto molto grave e una lesione senza precedenti della democrazia.

 

E’ una questione di forma o di sostanza?

E’ una questione di sostanza. Quella elettorale è una legge di rilevanza costituzionale e non può essere sottoposta al vincolo della fiducia. Non è mai accaduto tranne nel 1953 con la “legge truffa”.

 

Ma sulla legge elettorale non si può chiedere il voto segreto?

Questo è sempre possibile, ma noi facciamo una battaglia alla luce del sole in quanto riteniamo che l’Italicum vada modificato in larghe parti. Innanzitutto perché l’effetto congiunto di legge elettorale e riforma costituzionale introduce nei fatti un parlamento prevalentemente di nominati e nello stesso tempo rischia di affidare a un solo partito il dominio di tutto, dalla Corte costituzionale alla Presidenza della Repubblica.

 

In concreto come modificherebbe l’Italicum?

Abbiamo depositato alla Camera una proposta di legge per ripristinare il Mattarellum, che è sempre stato sostenuto nel corso degli ultimi anni dalle forze democratiche. Pensiamo nello stesso tempo che qualora questa proposta di legge non fosse discussa come noi riteniamo necessario, quantomeno andrebbe modificata per quanto riguarda la quota dei capilista e il ballottaggio, che dà a un partito solo il 55% anche se quest’ultimo è fortemente minoritario.

 

Come vede lo scontro nel Pd?

Mi auguro che la legge elettorale non rimanga esclusivamente dentro la discussione del Pd. Sembra quasi una questione interna al partito, mentre l’Italicum riguarda tutti i cittadini italiani. Ciò che è necessario in questo momento è il fatto di affrontare con forza le modifiche. Proprio per questo l’assemblea dei parlamentari di Sel formulerà delle proposte molto forti su questo punto.

 

Quale linea si affermerà?


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