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PD vs RENZI/ Damiano: lavoriamo per evitare la scissione

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Cesare Damiano (Infophoto)  Cesare Damiano (Infophoto)

Pensiamo di continuare la nostra battaglia sui contenuti.

 

In che modo?

Si tratterà di valutare se presentare un emendamento, quello stesso che è scritto nel documento che abbiamo inviato con la firma di circa 80 parlamentari a Renzi.

 

Di che cosa sono segno le dimissioni di Speranza?

Sono il segno di un disagio e del riconoscimento da parte dello stesso Speranza, per l’onestà intellettuale che lo caratterizza, dell’impossibilità di condurre in porto un provvedimento sul quale non si è d’accordo. Questa contraddizione Speranza l’ha risolta dando le dimissioni dall’incarico di capogruppo. E’ una forma di coerenza che ritengo possa essere apprezzata.

 

Gotor, sul Corriere, ha ipotizzato la creazione di un’alternativa a Renzi dentro al Pd. E’ davvero possibile?

Non ho mai parlato di questo argomento con Gotor, quando me ne parlerà valuterò. Non saprei dire che cosa sia un’alternativa a Renzi dentro al Pd, quello che constato è l’esistenza di una minoranza che però è un fatto diverso dall’essere opposizione.

 

Le inchieste su Paita in Liguria e su De Luca in Campania sono dei fronti sensibili per Renzi?

Il problema della Paita sarà risolto, in quanto già in passato Renzi ha avuto a che fare con problemi di questa natura. Ricordo per esempio Bonaccini, candidato del Pd in Emilia-Romagna, le accuse nei cui confronti si sono poi dimostrate infondate. Renzi è un garantista e si regolerà di conseguenza.

 

L’Italicum entrerà in vigore nel luglio 2016. Che senso ha la fretta del premier?

Renzi ha l’obiettivo politico di dimostrare al Paese che il governo è in grado di fare le riforme, di portare a casa i risultati e quindi sente oggettivamente il bisogno di accelerare. Mentre noi di Area Riformista pensiamo che ci sia più tempo.

 

L’Italicum è una legge all’insegna del bipolarismo con tre grandi forze politiche in campo. Non è una contraddizione?

Non nell’intenzione di Renzi. Poi come tutte le leggi elettorali può essere migliorata, anche perché è frutto di un compromesso. Non dimentichiamo che siamo partiti con Berlusconi e che poi lo abbiamo perso per strada.

 

(Pietro Vernizzi)



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