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PD vs RENZI/ Damiano: lavoriamo per evitare la scissione

Pubblicazione:venerdì 17 aprile 2015

Cesare Damiano (Infophoto) Cesare Damiano (Infophoto)

Pensiamo di continuare la nostra battaglia sui contenuti.

 

In che modo?

Si tratterà di valutare se presentare un emendamento, quello stesso che è scritto nel documento che abbiamo inviato con la firma di circa 80 parlamentari a Renzi.

 

Di che cosa sono segno le dimissioni di Speranza?

Sono il segno di un disagio e del riconoscimento da parte dello stesso Speranza, per l’onestà intellettuale che lo caratterizza, dell’impossibilità di condurre in porto un provvedimento sul quale non si è d’accordo. Questa contraddizione Speranza l’ha risolta dando le dimissioni dall’incarico di capogruppo. E’ una forma di coerenza che ritengo possa essere apprezzata.

 

Gotor, sul Corriere, ha ipotizzato la creazione di un’alternativa a Renzi dentro al Pd. E’ davvero possibile?

Non ho mai parlato di questo argomento con Gotor, quando me ne parlerà valuterò. Non saprei dire che cosa sia un’alternativa a Renzi dentro al Pd, quello che constato è l’esistenza di una minoranza che però è un fatto diverso dall’essere opposizione.

 

Le inchieste su Paita in Liguria e su De Luca in Campania sono dei fronti sensibili per Renzi?

Il problema della Paita sarà risolto, in quanto già in passato Renzi ha avuto a che fare con problemi di questa natura. Ricordo per esempio Bonaccini, candidato del Pd in Emilia-Romagna, le accuse nei cui confronti si sono poi dimostrate infondate. Renzi è un garantista e si regolerà di conseguenza.

 

L’Italicum entrerà in vigore nel luglio 2016. Che senso ha la fretta del premier?

Renzi ha l’obiettivo politico di dimostrare al Paese che il governo è in grado di fare le riforme, di portare a casa i risultati e quindi sente oggettivamente il bisogno di accelerare. Mentre noi di Area Riformista pensiamo che ci sia più tempo.

 

L’Italicum è una legge all’insegna del bipolarismo con tre grandi forze politiche in campo. Non è una contraddizione?

Non nell’intenzione di Renzi. Poi come tutte le leggi elettorali può essere migliorata, anche perché è frutto di un compromesso. Non dimentichiamo che siamo partiti con Berlusconi e che poi lo abbiamo perso per strada.

 

(Pietro Vernizzi)



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