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CAMBIA IL SENATO?/ Il giurista: l'apertura di Renzi non è seria, ecco perché

Pubblicazione:sabato 18 aprile 2015

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Non fa molta paura. Ha ragione D'Attorre quando afferma che la minaccia di Renzi di sciogliere le camere se non si approva l'Italicum è priva di senso. Se si andasse a votare oggi si andrebbe a votare con un proporzionale, da cui non potrebbe che uscire un governo di coalizione. E un governo di coalizione in cui ci fosse dentro di tutto segnerebbe la fine della parabola politica di Renzi e del Partito della Nazione che governa e riforma nel nome dell'Europa.

 

Allora la proposta di Renzi è soltanto un "baratto" politico?

Forse anche qualcosa di meno, nel senso che non so fino a che punto ci sia davvero la volontà di riaprire il discorso sull'intelaiatura complessiva della riforma costituzionale. Di fatto Renzi sta chiedendo alla minoranza del Pd di votare oggi la legge elettorale e di discutere domani del Senato, per poi arrivare, fra qualche tempo, a far dire a qualcuno del suo governo, tra un sorriso e uno sbattito di ciglia, che c'è un tempo per discutere e c'è un tempo per decidere. E quindi bisogna approvare la riforma del Senato che c'è. Chi ci casca è proprio perché ci vuole cascare.

 

E' lo stesso trucchetto che è stato utilizzato con Berlusconi?

Non so che trucchetti siano stati usati con  Berlusconi.

 

E' davvero così difficile scrivere una legge elettorale anche per il Senato?

Scrivere una legge elettorale per il Senato non è impossibile. Però bisognerebbe avere le idee chiare su cosa dovrebbe essere il Senato. L'aspetto surreale della proposta di Renzi è che per chiudere sulla legge elettorale propone di riaprire sul Senato. Ma se si riapre sul Senato bisogna riscrivere una legge elettorale pensata per eleggere soltanto la Camera. Per usare una immagine colorita è soltanto il gioco delle tre carte, non una proposta di trattativa.

 

Quindi è troppo tardi per mediare sulla riforma del Senato?

La mediazione ci può essere tranquillamente sul contenuto della legge elettorale, perché adesso sul tavolo c'è l'Italicum. Parlare ora di riforma del Senato e di riforma costituzionale è solo un diversivo. 



(Pietro Vernizzi)



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