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CAOS FI/ Vittorio Feltri: dopo le regionali Berlusconi manda tutti a quel paese

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

E’ legittimo che lo faccia, anche se in questo momento Renzi può contare su numeri diversi. La Lega nord è tra il 13 e il 15%, che comunque è un dato di tutto rispetto. Non è però una percentuale sufficiente per sferrare un attacco vincente al Pd.

 

Quanto rischia Zaia in Veneto?

Credo che lo stesso Zaia sappia che la sua vittoria non è sicura. Ha delle chance di farcela, ma bisogna vedere quali saranno gli umori degli elettori negli ultimi giorni prima del voto. E’ comunque un dato di fatto che nei cinque anni da presidente del Veneto Zaia ha fatto bene, e quindi ha qualche titolo. La frattura con Tosi gli porterà però via dei consensi.

 

Lei come vedrebbe Salvini nel ruolo di sindaco di Milano?

Fare il sindaco di Milano vorrebbe inevitabilmente dire trascurare la politica nazionale. Se fosse preso dall’amministrazione di una metropoli come Milano, dovrebbe dedicarvi tutto il suo tempo, e a quel punto gliene rimarrebbe poco o niente per fare altro. La Lega ha bisogno di una guida, non di un sindaco.

 

Restare sulla scena politica nazionale fino al 2018 per Salvini non rischia di essere logorante?

Il 2018 è lontano e la speranza di molti è che questa legislatura non duri troppo a lungo. Senza dedicarsi a tempo pieno al suo ruolo di segretario, Salvini non riuscirà ad aumentare i suoi consensi che sono già considerevoli ma che non sono sufficienti per competere in vista di Palazzo Chigi.

 

Salvini riuscirà a raccogliere voti anche al Sud?

Qualche consenso di sicuro ce l’ha. La Lega però è sempre stato un partito che ha giocato sulle posizioni anti-meridionaliste, e questo fatto non aiuta certo nell’obiettivo di raccogliere voti nel Mezzogiorno. Magari tra qualche anno, quando avrà conquistato la fiducia dei meridionali, le cose cambieranno.

 

(Pietro Vernizzi)

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