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Politica

MATTARELLA-PAPA/ Entrambi hanno "seppellito" la Dc

Sergio Mattarella (Infophoto)Sergio Mattarella (Infophoto)

Ma, come detto, i tempi sembrano oggi davvero diversi, persino al di là dei profili biografici dei due uomini. Papa Francesco, in ottica conciliare, parla di un "sano pluralismo" capace di evitare la strumentalizzazione dei fondamentalismi religiosi, ma al tempo stesso in grado di non «… confinare l'autentico spirito religioso nella sola intimità della coscienza», anzi considerarlo utile alla «costruzione della società»; il pontefice parla, inoltre, di accoglienza dei migranti, di ambiente, di disoccupazione.

Mattarella concorda, e rassicura il Pontefice sulle intenzioni e sull'impegno dell'Italia, e l'eredità di Bachelet sembra comunque intravedersi nel suo richiamo esplicito «alle tante Encicliche sul lavoro, la pace, lo sviluppo, la dignità umana. Un magistero alto confermato dagli atti e dall'insegnamento del suo Pontificato, che sentiamo particolarmente vicino».

In questa valutazione certo si può intravedere il "vecchio democristiano", e soprattutto l'uomo di cultura (e fede) cattolica. Bergoglio e Mattarella hanno tante somiglianze, anche e soprattutto mediatiche, questo sì: il richiamo alla sobrietà, lo spirito di pulizia istituzionale, il senso della solidarietà, probabilmente anche il convincimento dell'odierno ruolo strategico del principio di sussidiarietà tra le istituzioni.

Ma conviene non sovrapporre all'immagine di questo incontro la patinatura di una foto in bianco e nero, anche se le età anagrafiche dei due — diciamolo con rispetto — lo potrebbe quasi agevolare. Troppo diversa è oggi la società italiana da quella in cui al cattolicissimo De Gasperi fu addirittura negato il ricevimento da papa Pio XII, perché reo di non aver voluto accogliere un suo suggerimento politico verso destra; ma anche solo da quella che ancora con la Dc al governo vide la prima parte del pontificato di Giovanni Paolo II.

Semmai, sarebbe da chiedersi se oggi — una volta superata la fase di "rigetto" di quell'esperienza politica che, al di là persino di Tangentopoli, fu figlia di una spontanea e prevedibile reazione a un (troppo lungo?) dominio politico — quest'incontro tra due leader "cattolici" non possa rappresentare l'occasione per ritrovare una tavola di valori cristiani che pare comunque saldamente legata all'identità del nostro Paese.

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