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Politica

STRAGE MIGRANTI/ Mons. Tomasi: è colpa dell'Europa che non fa nulla

Sono più di 700 i morti nell'ultima tragedia del mare. "Mettiamoci la mano sulla coscienza e domandiamoci perché abbiamo frustrato la felicità dei nostri fratelli". Mons. SILVANO TOMASI

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"Uomini e donne come noi, cercavano la felicità" ha detto di loro papa Francesco. Nella notte tra sabato e domenica si è compiuta la più grave tragedia nella storia dell'immigrazione mediterranea, con il naufragio in acque libiche di un peschereccio nel quale erano imbarcate, stando al racconto di un superstite, 950 persone. Solo 28 i sopravvissuti. "Dobbiamo metterci la mano sulla coscienza e domandarci perché abbiamo frustrato la felicità dei nostri fratelli" — dice monsignor Silvano Maria Tomasi, nunzio apostolico e osservatore permanente per la Santa Sede alle Nazioni Unite. 

Che cosa intende, monsignor Tomasi?
Partono fiduciosi questi richiedenti asilo e poi la disperazione li spinge a rischiare la vita o persino a combattersi tra loro. Hanno diritto ad una vita degna, ma le varie dittature da cui provengono non lasciano spazio alle loro legittime aspirazioni. I Paesi sviluppati poi non esitano ad esportare armi ed intrattenere bune relazioni con quei Governi, che opprimono i loro popoli e li forzano a cercare altrove sopravvivenza.

Per Renzi non ha senso dire che con Mare Nostrum il disastro non sarebbe accaduto. Il "vero problema" è un altro — ha detto il premier — e cioè quello "del nuovo schiavismo", dei "trafficanti di uomini". Come commenta?
I trafficanti di carne umana non esitano a strumentalizzare i migranti per i loro loschi guadagni. Ma trovano connivenza. Si mescolano interessi politici, economici, di espansione religiosa, di ricatto. In un certo senso i migranti sono come delle pedine mosse da una mano nascosta, povere vittime di piani più ampi, vittime che meritano di essere accolte ed aiutate a capire la loro situazione e i valori fondamentali delle società che li accolgono e che permettono una convivenza pacifica.

Intanto l'Europa sembra tacere.
Il Mediterraneo non segna solo i confini dell'Italia, ma dell'Europa. Davanti al ripetersi di perdite di vite umane, l'Europa non può lavarsene le mani. La solidarietà non è solo una virtù, ma anche un dovere politico per l'Europa davanti ai richiedenti asilo che bussano alla sua porta. La globalizzazione non è solo fatta di interessi nazionali, ma anche di responsabilità verso l'unica famiglia umana a cui tutti apparteniamo.

Secondo lei, di fronte ad appelli all'Europa più volte rinnovati e nella sostanza disattesi, cosa deve fare l'Italia, oltre a chiedere di non essere lasciata sola?
La costruzione dell'Europa non può basarsi solo sull'economia come unico criterio di decisioni politiche. Sarebbe una visione miope che porta al fallimento dell'esperimento europeo. L'idealità che lega i popoli dell'Europa è la solidarietà e il senso di libertà che porta a difendere questo diritto contro gli schiavisti moderni. L'appello del Governo italiano mi pare un richiamo ai valori fondanti l'Unione Europea non solo è legittimo, ma è un richiamo al dovere per tutti gli europei. Nel frattempo, la lezione di umanità che l'Italia sta dando con l'accoglienza dei richiedenti asilo dovrà continuare nella speranza che divenga contagiosa anche per gli altri Paesi dell'Europa. La priorità è di salvare vite.

Salvini, della Lega, dice che occorre un blocco navale. E' una proposta plausibile? 


COMMENTI
20/04/2015 - Politici europei fatevi sotto (claudia mazzola)

Va bene Monsignor Tomasi, mi batto il petto, anche io sono europea! Intanto ringrazio i grandissimi soccoritori. W l'Italia che fa.