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Politica

CAOS ITALICUM/ Il giurista: è solo un Porcellum "camuffato"

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Il quadro elettorale peggiora ulteriormente con riguardo alla rappresentanza delle minoranze. La nuova versione dell'Italicum, infatti, prevede una soglia di sbarramento unica e non più variegata, pari ad appena il 3% dei consensi. L'esiguità dello sbarramento, pertanto, è tale da innescare fra le minoranze più rappresentative e quelle più ridotte una competizione suicida, finalizzata alla ripartizione del restante 45% dei seggi della Camera. Una volta frantumata l'opposizione in tanti rivoli, tuttavia, alla stessa non resterà che un mero diritto di tribuna, incapace di un'incidenza parlamentare efficace; e ciò — ancora una volta — a beneficio dell'indirizzo governativo della minoranza vincitrice delle elezioni.

Venendo poi alla spinosa questione della scelta dei rappresentanti, a conti fatti la soluzione dell'Italicum non è dissimile da quella del Porcellum. La sostituzione del meccanismo delle "liste bloccate" con quello di cento "capilista bloccati" non cambia la sostanza delle cose, nel senso che anche il secondo meccanismo altera il rapporto di rappresentanza fra elettori ed eletti e lede la libertà di scelta dei primi. Come hanno evidenziato gli studi applicativi sul tema, essa è suscettibile d'immettere col voto bloccato sino al 60% di deputati nominati, limitando al 40% la quota dei deputati eletti. 

Quale sia il destino del dissenso all'interno dei partiti e della medesima Camera è facile immaginare. Se la nomina del parlamentare è in gran parte rimessa al leader di riferimento e non già al corpo elettorale, per quale motivo occorrerebbe inimicarsi costui? Se il sistema elettorale premia con il voto bloccato le personalità cooptate dal vertice delle segreterie, per quale interesse varrebbe la pena anteporre la critica costruttiva alla cieca obbedienza? 

Per non dire che la riproposizione del sistema delle candidature multiple, sia pure con il limite dei dieci collegi per i soli capilista, ripropone le ragioni d'illegittimità già mosse dalla Consulta verso l'analogo sistema previsto senza limiti dal Porcellum. Un tale meccanismo, infatti, viola l'aspettativa dell'elettore in riferimento all'ordine dell'elezione dei candidati, "tenuto conto della facoltà dell'eletto di optare per altre circoscrizioni sulla base delle indicazioni di partito" (sentenza n. 1/2014, § n. 5.1.).

Per non dire che la riproposizione del sistema delle "candidature multiple", sia pure ridotto a non più di dieci collegi, rimette ancora una volta alle decisioni di partito la concreta definizione dell'ordine dei candidati eletti. 

In definitiva, restano confermati in modo più mirato ed efficace gli obiettivi del precedente modello elettorale. Il premio di maggioranza rimane illimitato, in quanto sprovvisto della previsione di una soglia minima premiale, come pure resta illimitato il potere delle segreterie politiche sui singoli candidati ed eletti. Per contro, muta per via legislativa il quadro politico, che torna a essere bipolare a dispetto dell'evoluzione in senso quantomeno tripolare maturata nel frattempo; sicché, attesa la frantumazione delle opposizioni, risulta ulteriormente rafforza la leadership del "capo della forza politica" della più ampia minoranza. Il tutto a giustificazione del prevedibile ulteriore incremento del "partito degli astenuti", il quale rappresenta oramai il maggior partito italiano, di gran lunga superiore agli altri.

Come volevasi dimostrare. Cambiando l'ordine dei fattori il risultato non cambia. Anzi, peggiora.

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