BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CAOS ITALICUM/ Il giurista: è solo un Porcellum "camuffato"

Pubblicazione:martedì 21 aprile 2015

Infophoto Infophoto

Non c'è nessuna differenza fra il Porcellum e l'Italicum, se non quella che proviene da un intervento legislativo sempre più spregiudicato e mirato a rafforzare i poteri della minoranza vincitrice delle elezioni, sì da liberare la stessa dai controlli politici e parlamentari del sistema democratico. La differenza fra i due modelli è tutta qui: in una "evoluzione della specie" capace di riciclare i meccanismi elettorali del Porcellum, aggirando i divieti sanciti al riguardo dalla Consulta.

Astrattamente la legge prevede un doppio turno elettorale, limitato alla competizione fra liste di partito e non già di coalizione. Il primo turno è esteso a tutte le formazioni politiche ed è finalizzato ad assegnare alla lista con almeno il 40% dei voti validi un premio del 15% dei seggi, tale da beneficiare del 55% dei seggi della Camera dei Deputati (ossia 340 su 630). Il secondo turno, invece, è subordinato al mancato raggiungimento di tale soglia premiale ed è limitato al ballottaggio fra le due liste più votate, al fine di assicurare a quella vincitrice il medesimo premio di 340 seggi; ciò tuttavia — ed è questo il problema — indipendentemente dalla percentuale di voti ricevuti e dal quorum di partecipazione registrato. 

Con la conseguenza che, come nel caso del Porcellum, il premio di maggioranza diviene potenzialmente illimitato, essendo suscettibile di lievitare dal 15% del primo turno a percentuali che, stando ai risultati delle elezioni politiche del 2013, potrebbero arrivare persino al 25-30%.

Eppure una tale eventualità era stata negata dalla Consulta proprio in occasione del giudizio sul Porcellum. La Corte aveva sottolineato la necessità "di una ragionevole soglia di voti minima per competere all'assegnazione del premio", in modo da scongiurare un'alterazione del circuito democratico e la violazione del principio di eguaglianza di voto fra gli elettori. Le esigenze di governabilità e di stabilità dell'esecutivo, infatti, non possono essere tali da prevalere sugli altri interessi costituzionali, sino a provocare un'alterazione profonda della composizione della rappresentanza democratica.

Per contro, le modifiche introdotte dall'Italicum sui meccanismi elettorali del Porcellum sono state gattopardesche. Esse hanno consentito di cambiare tutto per lasciare tutto com'è; anzi, per introdurre ulteriori peggioramenti.

Nel nuovo modello il primo turno elettorale non è risolutivo, costituendo piuttosto un'espediente di meccanica elettorale finalizzato a giustificare l'aggiramento delle previsioni della Consulta. La soglia minima del 40%, infatti, è difficilmente raggiungibile nell'attuale sistema politico, evoluto in senso quantomeno tripolare. Di conseguenza, il relativo mancato raggiungimento viene a rappresentare l'espediente per legittimare il successivo turno di ballottaggio senza soglia minima premiale. Tale espediente consente così, al pari di quanto previsto dal Porcellum, di ripristinare il precedente assetto bipolare e di trasformare la minoranza politica più votata nella forza parlamentare di maggioranza assoluta.


  PAG. SUCC. >