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Politica

ITALIA vs SCAFISTI?/ Blangiardo: Renzi, serve un intervento militare di terra

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

Lo ha escluso perché probabilmente ritiene che non sia fattibile a partire da un contesto di condivisione internazionale. Un’ipotesi di questo tipo sarebbe percorribile a condizione che l’Italia fosse affiancata da un certo numero di partner, a partire da Nazioni Unite e Ue. Bisogna prendere atto del fatto che il male minore è contravvenire alla sovranità nazionale della Libia e porre fine a una situazione ingestibile che sta portando alla morte di migliaia di migranti. Permettere che queste persone continuino a naufragare è una mancanza di umanità cui bisogna dire basta in ogni modo.

 

Tutti dicono che l’Europa dovrebbe fare di più. Ma che cosa andrebbe fatto nello specifico?

Con le tecnologie moderne e con un po’ più di impegno, l’Europa potrebbe disincentivare l’iniziativa dei mercanti di vite umane recuperando le imbarcazioni da loro utilizzate. In alternativa, Bruxelles potrebbe porsi come punto di riferimento per una coalizione planetaria in modo da cercare di affrontare insieme il problema anche a costo di utilizzare la forza. E’ necessario mettere ordine in una realtà che così com’è non può funzionare, in quanto il potenziale di immigrati presenti in Libia e pronti a imbarcarsi è enorme.

 

Con quali modalità potrebbe avvenire questo tipo di intervento?

E’ indispensabile il coinvolgimento di soggetti già presenti sul territorio e dello stesso mondo arabo. Europa e Stati Uniti ci possono mettere il supporto finanziario, ma anche una testimonianza di presenza. I problemi della Libia non possono essere risolti da Marocco o Egitto, a farsene carico deve essere la comunità mondiale.

 

Non sarebbe più semplice attuare un blocco navale come invocato da Salvini?

Quando parlo della necessità di una prova di forza, non intendo necessariamente che si debba andare a sparare. E’ però necessario mettere in atto una misura che funzioni. Il concetto del blocco navale ha il difetto di essere una sorta di diga, dietro la quale c’è un bacino che si accumula sempre di più, e il giorno in cui si toglie la diga ricomincia tutto da capo. Un presidio sulla terra è invece molto più stabile, perché può durare fino a quando la situazione si è risolta definitivamente.

 

(Pietro Vernizzi)

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