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DIETRO LE QUINTE/ Il piano di Verdini per entrare nella maggioranza (dopo le Regionali)

Pubblicazione:sabato 25 aprile 2015

Denis Verdini (Infophoto) Denis Verdini (Infophoto)

La rottura del Patto del Nazareno non è avvenuta sui contenuti della legge elettorale. Anzi, Berlusconi e Verdini litigarono proprio perché il primo concesse a Renzi il premio di lista anziché di coalizione. All’epoca Verdini commentò che così Forza Italia si suicidava. C’è poi stata la vicenda decisiva del Quirinale che ha segnato uno spartiacque. Oggi sull’Italicum Berlusconi sta facendo tattica, ma il nodo è politico: si tratta di una legge che ha fatto insieme a Renzi, e adesso non la vota perché si è rotto il patto.

 

Che cosa si aspetta dalle Regionali?

Personalmente non credo in un recupero di Toti in Liguria. L’unica partita seria che può giocarsi Berlusconi riguarda la Campania, dove pure lo stesso Caldoro è sfavorito rispetto a De Luca. Diverso il caso del Veneto, dove è candidato Zaia è della Lega e quindi Berlusconi fa la parte del comprimario.

 

Come cambieranno gli equilibri in Forza Italia dopo le Regionali?

Perché ci siano degli equilibri dovremmo avere un partito. Ormai quello di Berlusconi però non è più un partito, ma è sempre più una faida tra clan che si fanno fuori a vicenda. Altri sono pronti a uscire, e Berlusconi si affiderà quindi a un ristretto manipolo di persone che coincideranno con il cerchio magico. L’ultima new entry potrebbe essere Antonio Tajani, uno dei pochi esponenti “storici” di Forza Italia rimasti sulla piazza.

 

Quali sono i progetti di Berlusconi?

Berlusconi sta portando avanti un suo progetto di riduzione di Forza Italia a una sorta di enclave personale. Deve liberarsi di tutta la vecchia classe dirigente, da Fitto a Verdini, e quindi non ha fatto nulla per recuperare il suo rapporto con l’ex coordinatore. Berlusconi si farà così la sua “Repubblica di Salò”. Il motto dell’ultima fase berlusconiana pare che sia la canzone di Arbore “Meno siamo meglio stiamo”.

 

A chi sarà affidata la leadership?

Giovedì è tornata in campo la questione di Marina Berlusconi. Se il quadro politico dovesse precipitare e Berlusconi avesse bisogno di un leader nuovo, in grado di essere agibile a tutto campo, a quel punto potrebbe ritornare all’ordine del giorno la soluzione dinastica e affidarsi al volto di Marina Berlusconi come leader nazionale di Forza Italia.

 

(Pietro Vernizzi)



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