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DIETRO LE QUINTE/ Il piano di Verdini per entrare nella maggioranza (dopo le Regionali)

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Denis Verdini (Infophoto)  Denis Verdini (Infophoto)

“La vera partita per Verdini è riuscire a trovare dieci senatori disposti a passare insieme a lui dall’opposizione alla maggioranza subito dopo le Regionali. Comunque andranno le cose, Berlusconi non ha più nessuna intenzione di recuperare i rapporti con l’ex coordinatore”. E’ l’analisi di Fabrizio D’Esposito, giornalista politico de Il Fatto Quotidiano, dopo l’ennesimo scontro nel corso del quale Verdini ha urlato in faccia a Berlusconi: “Silvio, hai capito che ormai sei irrilevante e non contiamo più nulla? Non puoi vivere nella nostalgia di essere il numero 1. Ora il numero 1 è Renzi, tu puoi essere al massimo il numero 2”.

 

Che cosa è successo tra Verdini e Berlusconi?

Anche dopo la fine del Patto del Nazareno, Verdini non ha mai interrotto i rapporti con Renzi.Il suo punto di partenza è che ormai la spinta propulsiva del berlusconismo è finita, e che l’unica speranza di sopravvivenza dipende da Renzi e dal suo “Partito della Nazione”. Verdini sta progressivamente entrando in rotta di collisione con Berlusconi, e quando al Senato ci saranno altri passaggi sulle riforme sancirà questa rottura insieme ad altri colleghi di Forza Italia e Gal. Quella che sta avvenendo è una rottura molto seria, conseguenza di un processo che va avanti da mesi.

 

Verdini quanti parlamentari riuscirà a portare con sé?

Alla Camera dovrebbe contare su 17 parlamentari, al Senato su molti meno. La difficoltà di Verdini è nel riuscire a trovare dieci senatori che passino con lui dall’opposizione alla maggioranza. Se dovesse riuscire a formare soltanto un gruppo di verdiniani prendendoli già dal bacino della maggioranza, per esempio da Gal, non riuscirebbe a dare la dimostrazione di forza cui aspira. Il dato di fatto però è che con la fuga dei verdiniani e dei fittiani, Berlusconi rischia di vedersi svuotare il gruppo parlamentare. E magari, come ammettono con una battuta alcuni stessi esponenti azzurri, di qui al 2018 trovarsi senza un solo deputato o senatore.

 

Che cosa si aspetta dal voto sull’Italicum?

Il grosso delle truppe del Pd voterà l’Italicum e il grosso della stessa minoranza non farà scherzetti. Qualora dovesse paventarsi il voto segreto, i bersaniani dialoganti potrebbero scegliere di non partecipare al voto per mostrare di non essere loro i franchi tiratori. Nell’urna Renzi potrebbe poi ritrovarsi quei 20 voti in più dei verdiniani. L’Italicum potrebbe quindi essere il banco di prova per la frattura in Forza Italia.

 

Dopo avere sostenuto l’Italicum , Berlusconi ha accusato Renzi di fare una legge elettorale autoritaria. Che cosa ha in mente?


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