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ITALICUM/ Lupi: è una buona legge, ma evitiamo la fiducia

Maurizio Lupi (Infophoto) Maurizio Lupi (Infophoto)

E' singolare che chi ha passato due anni ad attaccarci definendoci poltronisti, adesso si chieda perché non rivendichiamo con forza ogni giorno la poltrona che ci manca. Ho sempre pensato che per fare politica non serve una poltrona da ministro, e credo di averlo dimostrato. Ora ritengo che il nostro contributo alla compagine governativa debba avere come criterio il rafforzamento dell'azione del governo e come giudizio l'esito sulle sue azioni. Non ci sono quindi né automatismi né fretta. E' un governo di coalizione, Renzi ne è ben cosciente e sa molto bene che essere un uomo solo al comando non ha mai portato fortuna ad alcuno. 

Lei, per sua cultura politica, non è a favore di un sistema che dia libertà di scelta all'elettore? Come fa a dire sì a una legge elettorale dove le liste sono bloccate e i rappresentanti sono scelti dai partiti?
Mi spiace che siate disinformati. La legge che era uscita dalla Camera prevedeva liste bloccate volute fortemente dall'esito di un un accordo tra Pd e Forza Italia. Grazie alla nostra battaglia al Senato oggi non ci sono liste bloccate, ma solo i capilista, peraltro indicati sulla scheda e quindi ben identificabili rispetto al sistema precedente, e ci sarà finalmente la possibilità di esprime due preferenze. Inoltre i collegi sono aumentati rispetto al Porcellum, per esempio in Lombardia erano 3, adesso sono 17. A questo punto più del 50 per cento dei parlamentari sarà eletto con le preferenze.

L'Italicum di fatto dice no all'apparentamento al ballottaggio: è d'accordo anche su questo?
Chiariamo una cosa, le leggi elettorali sono strumenti, sempre migliorabili, per rappresentare la volontà popolare e assicurare la governabilità. Non si sostituiscono al consenso, o i cittadini ti votano oppure non c'è legge che lo faccia per loro. Una cosa in ogni caso è certa, con l'Italicum, come nelle più grandi democrazie europee, il giorno dopo le elezioni si saprà con certezza chi avrà vinto e governerà il paese e a chi sarà dato il compito di fare l'opposizione. Il diritto di rappresentanza è garantito con la soglia abbassata al 3 per cento.

Siete nati per assicurare la governabilità,  l'Italicum non sarebbe l'occasione per tornare a dialogare con le altre forze della vecchia area di centrodestra, in primis FI e altri?
Le rispondo con un fatto concreto, che vale più di tante intenzioni. Di recente a Milano ho organizzato un convegno articolato in due momenti. Nel primo noi politici abbiamo ascoltato le forze vive della città: docenti universitari, imprenditori, commercianti, società civile, banchieri, giornalisti… Nel secondo ci siamo confrontati tra politici per iniziare il percorso di un manifesto per Milano 2016; c'erano la Gelmini, Maroni, Albertini, Formigoni ed io. Io ho proposto, almeno a Milano, un anno di tregua nel centrodestra. Siamo in mezzo alle macerie e serve una zona franca in cui persone che si stimano e che condividono ideali e valori ricomincino a dialogare fra loro. L'evento di sabato scorso mi è sembrato un bell'esempio di nuovo inizio di dialogo.

Ma il centrodestra unitario è definitivamente morto? Chi lo ha ucciso? Berlusconi? O chi altri?


COMMENTI
26/04/2015 - italicum (andrea sartori)

Non c'è ragione di Governo per rendersi complici di una legge liberticida. Che sia stata migliorata non significa che sia accettabile. Area popolare sta perdendo un'ottima occasione per fare un salto di qualità. Aver voluto le pluricandidature è una macchia difficile da cancellare.

 
26/04/2015 - Buona no, migliorata sì (Giuseppe Crippa)

Questa intervista prova ancora una volta che certe vicende, umanamente dolorose, fanno crescere chi ne è oggetto ed a mio avviso Lupi – una vita in politica e troppi passaggi televisivi - ne aveva probabilmente un particolare bisogno. Trovo le sue dichiarazioni molto più chiare e documentate del solito ed i giudizi più sensati e meno demagogici di quelli che usava esprimere anche soltanto poche settimane fa. Faccio notare che è il titolista che definisce “buona” questa legge elettorale: Lupi la giudica “migliorata” nel passaggio al Senato dove fu approvata con un’ampia maggioranza e fa semplicemente notare che è necessario arrivare presto all’approvazione. Ovvio che si potesse fare meglio, basti pensare alla possibilità di un candidato di essere presente in ben 10 collegi diversi - emendamento NCD funzionale ai capilista a rischio di mancata rielezione - ma è comunque tempo, dopo 22 mesi, di “finire il lavoro”.