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ITALICUM/ Lupi: è una buona legge, ma evitiamo la fiducia

Maurizio Lupi (Infophoto) Maurizio Lupi (Infophoto)

Intanto è utile una domanda: oggi ha ancora senso parlare in modo tradizionale di centrodestra e centrosinistra? La politica nella sua autoreferenzialità rischia di essere, come ultimamente spesso succede, lontana dalla realtà e di ragionare con schemi vecchi che appartengono al passato. Noi vogliamo costruire un'alternativa alla proposta di centrosinistra di Renzi a Milano e in Italia, ma dobbiamo avere il coraggio di rifiutare le facili derive populistiche, gli estremismi che fanno titolo sui giornali e coagulano gli scontenti ma non costruiscono una forza di governo credibile, come dimostra il caso Le Pen in Francia. Certi trionfalismi per le crescite nei sondaggi mi ricordano la telefonata di Pajetta a Togliatti dopo che i partigiani occuparono la prefettura di Milano il 25 aprile del '45: "Compagno Togliatti, abbiamo occupato la prefettura!". Raggelante, ma realista, la risposta: "Sì, e ora che ve ne fate?".

Se non superaste lo sbarramento, vi ripresentereste con il Pd di Renzi?
Ipotesi dell'irrealtà. Anche perché lo sbarramento lo supereremo tranquillamente, come successo già alle europee dello scorso anno. E, glielo ridico, il compito che ci sentiamo è quello di dare la possibilità agli italiani di scegliere tra la sinistra di Renzi e una proposta liberale, riformista, sussidiaria, cattolica. Dobbiamo combattere la tentazione, che vedo affascinare molti a sinistra, di mettere i cittadini davanti alla scelta tra Renzi e i populismi.

Lei a Milano è una figura politica autorevole, è stato nelle giunte che l'hanno governata per anni. Salvini sarebbe un buon sindaco?
A Milano ripartiamo dalla società, da proposte che diano spazio e parola a ciò che a Milano c'è di più vivo. Il candidato, chiunque esso sia, sarà la scelta conseguente di questa proposta. Da parte mia nessuna preclusione, certo è che estremismi e demagogie non appartengono alla cultura della nostra città.

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COMMENTI
26/04/2015 - italicum (andrea sartori)

Non c'è ragione di Governo per rendersi complici di una legge liberticida. Che sia stata migliorata non significa che sia accettabile. Area popolare sta perdendo un'ottima occasione per fare un salto di qualità. Aver voluto le pluricandidature è una macchia difficile da cancellare.

 
26/04/2015 - Buona no, migliorata sì (Giuseppe Crippa)

Questa intervista prova ancora una volta che certe vicende, umanamente dolorose, fanno crescere chi ne è oggetto ed a mio avviso Lupi – una vita in politica e troppi passaggi televisivi - ne aveva probabilmente un particolare bisogno. Trovo le sue dichiarazioni molto più chiare e documentate del solito ed i giudizi più sensati e meno demagogici di quelli che usava esprimere anche soltanto poche settimane fa. Faccio notare che è il titolista che definisce “buona” questa legge elettorale: Lupi la giudica “migliorata” nel passaggio al Senato dove fu approvata con un’ampia maggioranza e fa semplicemente notare che è necessario arrivare presto all’approvazione. Ovvio che si potesse fare meglio, basti pensare alla possibilità di un candidato di essere presente in ben 10 collegi diversi - emendamento NCD funzionale ai capilista a rischio di mancata rielezione - ma è comunque tempo, dopo 22 mesi, di “finire il lavoro”.