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RETROSCENA/ Patto Berlusconi-Prodi contro Renzi

Pubblicazione:domenica 26 aprile 2015

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Se si mettono questi due segnali insieme al ritorno sulla scena di Letta, alle critiche a una leadership troppo forte e alle riforme fatte a colpi di maggioranza e di fiducia, ce n'è a sufficienza per guardare con diffidenza al futuro. Letta ha in comune con Prodi buone entrature internazionali, tant'è vero che andrà a insegnare a Parigi. E le sue punzecchiature a Renzi si sono concretizzate anche in interviste al vetriolo sul Financial Timese sul francese Les Echos. Di sicuro il premier ha avuto la conferma di aver scelto bene quando ha deciso di mandare in Europa la Mogherini al posto del suo predecessore.  

Quanto al fondatore dell'Ulivo, le sue relazioni spaziano dagli Stati Uniti alla Cina, passando per Bruxelles. E il suo preferire il "modello Letta" rispetto a quello del "giglio magico" fiorentino che alberga a Palazzo Chigi può instillare il germe del dubbio in più di un interlocutore straniero, che potrebbe cominciare a vedere in Renzi un leader non più così forte come sin qui sembrava. Del resto Prodi è stato davvero impietoso nel descrivere il nostro sistema democratico come colpito da una grave anomalia, con tre presidenti del Consiglio non eletti dal popolo. A leggerlo si rischia di confondersi con gli argomenti di Berlusconi.

Di fronte a questi segnali Renzi ha drizzato le antenne, ma non mostra eccessiva preoccupazione. Sospetta che Letta possa cercare una rivincita partendo da sponde internazionali e che Prodi possa dargli una mano. E nel suo entourage si ragiona anche sul fatto che Bersani stia cercando di ricompattare la minoranza per offrirla al suo ex delfino come rampa di lancio. Ma il congresso del Pd è fissato per il 2017, troppo lontano per partire oggi. E scarse possibilità vengono assegnate anche all'ipotesi di una crisi di governo sull'Italicum che rimetterebbe proprio Letta in pista, anche perchè servirebbero i voti di Forza Italia e una contraddizione evidente con gli anatemi a suo tempo lanciati contro il patto del Nazareno.

Restano comunque le difficoltà sul piano internazionale. Su quelle Renzi sa che il tempo dei sorrisi è finito.



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