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DIETRO LE QUINTE/ L'Europa (e Obama) rovinano i piani di Renzi su regionali e Italicum

Pubblicazione:lunedì 27 aprile 2015

Sergio Mattarella (Infophoto) Sergio Mattarella (Infophoto)

Sta commettendo un errore Matteo Renzi nel portare l'Italicum al voto in un clima incendiario che vede spaccato il suo stesso partito e il suo gruppo parlamentare? Siamo in campagna elettorale e la contrapposizione frontale in realtà offre al leader del Pd due elementi positivi. 

In primo luogo, in un diffuso clima di cosiddetta "antipolitica", presentare il Pd come un gruppo di "giovani toscanacci" che vanno all'assalto del Potere, espugnano Palazzo Chigi, buttano all'aria la Costituzione ed entrano con il frustino in Parlamento è molto popolare e vincente. Vi è poi un secondo motivo più politico. Con un centro-destra che nelle regioni in bilico — Veneto, Campania e Puglia — è in piena guerra interna, il Pd di Renzi che "rottama" D'Alema e Bersani e tratta da "mocciosi" quanti si dicono eredi di Gramsci, Togliatti e Berlinguer, si presenta come una forza non di sinistra tradizionale, ma decisionista e presidenzialista, con indubbie possibilità di attrarre una parte dell'elettorato moderato.

Inoltre l'ottimismo di Palazzo Chigi si basa su due riscontri. Primo: al Quirinale c'è Sergio Mattarella. Il fatto che il governo faccia approvare una legge elettorale a proprio vantaggio usando lo strumento della fiducia e avvalendosi di una risicata maggioranza raggiunta grazie a transfughi venuti da destra e da sinistra (a cominciare dal relatore) non suscita il minimo cenno di "moral suasion" da parte del Presidente della Repubblica a favore di un accordo più ampio sulla legge elettorale. A Sergio Mattarella — prima di votarlo — Renzi ha infatti mandato la Boschi per verificare che l'allora giudice costituzionale fosse pienamente d'accordo sul "piano organico" di riforme istituzionali del governo con particolare riferimento a come intendeva modificare la legge elettorale. La subalternità del Quirinale a Palazzo Chigi è tale in questa vicenda che il capo del Governo continua a minacciare le elezioni anticipate contro i parlamentari che si oppongono senza che il Capo dello Stato rivendichi (almeno con una nota) che la decisione spetta a lui (sentiti i presidenti delle Camere sull'inesistenza di una maggioranza parlamentare).  

In secondo luogo nell'opposizione interna al Pd, tra gli ex comunisti, sembra prevalere comunque il riflesso condizionato di non mettersi contro il partito. I più irriducibili usciranno dall'aula. Più battaglieri sono semmai gli ex democristiani che, con Romano Prodi sullo sfondo, da Enrico Letta a Rosy Bindi piuttosto che sopravvivere prendendo ordini da Renzi preferiscono abbandonare il Parlamento.

Tutto liscio? L'imprevisto è ora rappresentato dalla tragedia dell'immigrazione che coinvolge proprio le Regioni dove si vota, in quanto anche ad esse spetta la distribuzione dei rifugiati ed è questo il punto che ha visto l'Italia di Renzi (e Alfano) messa sul banco degli imputati al vertice dell'Unione Europea. 


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COMMENTI
27/04/2015 - i droni per affondare i barconi ? (umberto persegati)

Non credo alla versione dell'articolista circa la richiesta italiana agli USA di usare i droni per affondare i barconi usati dai negrieri per far giungere in Italia la massa delle vittime che affolla le coste nord africane. Il motivo è semplice: non si può affondare i barconi se prima non si è verificato che sono vuoti. A tale distruzione devono provvedere le navi dei soccorritori dopo aver prelevato dai barconi tutti gli occupanti onde evitare che tornino in mano ai negrieri, come già avvenuto. Ritengo che i barconi degli emigranti debbano essere equiparate al naviglio che sta compiendo un atto di pirateria; in quanto tale, liberato dagli occupanti, va confiscato o, meglio distrutto. Non sarà eliminato il traffico di essere umani nel Mediterraneo ma, almeno, sarà ridotto.