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ITALICUM/ Renzi "gioca" con Mattarella, ma sbaglia

Pubblicazione:martedì 28 aprile 2015

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Certo. Se dovesse aprirsi il fronte della legge elettorale, Renzi correrebbe il rischio di non potere più dominare il Pd e all'interno di questo si aprirebbe un redde rationem al quale potrebbero partecipare persino Prodi e il redivivo Enrico Letta. 

Nella lettera Renzi prende evidentemente di mira i suoi oppositori interni, che tuttavia tergiversano, si dividono, tutto sono meno che compatti, almeno a prima vista. Perché?
Il tono è, come sempre, apocalittico, ma ormai ai cambiamenti rapidi di Renzi si crede sempre di meno. La pressione che Renzi intende esercitare con questi toni nasconde i problemi enormi che l'Italicum porterebbe con sé per la democrazia e per l'esistenza di partiti che siano strumento di partecipazione politica dei cittadini e non associazioni di "devoti" del leader. Senza dimenticare l'incidenza sulla forma di governo che non sarebbe più parlamentare, come prevede la Costituzione, ma una tipica forma di governo del primo ministro.

Roberto Speranza si è dimesso contro il metodo-Renzi, opponendosi al voto di fiducia. E tuttavia, ha detto l'ex capogruppo, "sarò leale nei confronti del mio partito". Come la mettiamo?
Questo è il nodo vero dell'intera vicenda del Pd. Speranza e la minoranza dem sino a questo momento sono sembrati come un cane che abbaia, ma che con un "accuccia" si placa. Se anche questa volta dovesse essere così, allora stiamo perdendo tempo e la minoranza sarebbe spacciata. In realtà, Speranza ha posto un problema di lealtà non a se stesso, ma a Renzi e cioè ha detto: se vuoi che manteniamo unito il partito non devi mettere la fiducia sulla legge elettorale e devi concedere di modificare alcuni elementi che hanno un significato simbolico, ma che non sono solo simbolici. La minoranza dem vuole che vengano fatti fuori i capilista bloccati che erano il frutto del patto del Nazareno, in modo che mai si possa dire che questa è la legge nata dall'intesa con FI e con Berlusconi.

Se l'Italicum non avesse il sì della Camera, Renzi ha detto che si chiuderebbe l'esperienza del suo governo. A quel punto secondo lei che cosa farebbe il capo dello Stato?
Renzi non dice solo che finirebbe l'esperienza del suo governo, ma che si scioglierebbe il Parlamento e vi sarebbero nuove elezioni. Il che è veramente troppo. Renzi e i renziani giocano da tempo la carta "dopo di me il diluvio", ma non è diluviato dopo Luigi XIV e non diluvierà dopo la caduta del governo Renzi.

Ma come fa Renzi a dire che si scioglierebbe il Parlamento?
Appunto: in ogni caso è improprio che Renzi paventi le elezioni se cade il governo, perché menoma le prerogative del presidente della Repubblica. A questi, e solo a questi, spetterebbe valutare l'ipotesi dello scioglimento anticipato e, come in altre occasioni, non è da escludere che il capo dello Stato possa sperimentare se in Parlamento è possibile una maggioranza che sostenga un altro governo. 

Fino ad ora Mattarella non ha detto nulla dell'Italicum. Di per sé non è un avallo alla scelta di Renzi nel metodo e nel merito? 


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COMMENTI
28/04/2015 - Il bluff (Vittorio Cionini)

Tutti stanno bluffando ed é giustificabile perché la partita é mortale. Si tratta di un duello che si svolge su un filo sospeso nel vuoto sopra un girone infernale di interessi, alleanze e contrasti ogni giorno più intricati dentro e fuori casa. Purtroppo i giocatori non sembrano adeguati alla gravità della situazione. Se non altro perché tutti vincolati a interessi contrastanti. Nello schiamazzo del nostro italico cortile personalmente trovo un piccolo motivo di conforto nel silenzio del Capo dello Stato. Spero vivamente che sia un segno della "calma dei forti".