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Politica

SCENARIO/ Se Bersani & co. fanno saltare l'Italicum "rubano" voti a Renzi

Pier Luigi Bersani (Infophoto)Pier Luigi Bersani (Infophoto)

Peraltro, Renzi ha progressivamente compiuto una conversione sull'elettorato di centrodestra, complice anche il "patto del Nazareno". Sicché la distanza con la tradizione dell'Ulivo e del Pd è cresciuta e il successo delle Europee non giustifica la perdita d'identità da parte dell'elettorato di riferimento, che progressivamente si sente sempre più distante dal corso renziano. Di fronte a questa situazione, ci si chiede come si possano evolvere, allora, i rapporti interni al Pd. 

Renzi è ormai il padrone del marchio e alle prossime elezioni spazzerà via la minoranza interna; ma il problema è cosa farà l'elettorato del Pd, oggi quotato al 36 per cento. 

Se la minoranza interna accetterà di scomparire silenziosamente, "per disciplina di partito", quasi certamente la maggioranza degli elettori voteranno in modo tradizionale, a meno che non nascano delle valide alternative. 

Se invece la minoranza interna consumerà la rottura, dotandosi di un'immagine seria, ad esempio, a difesa della democrazia, facendo saltare l'approvazione dell'Italicum, allora potrebbe sperare che una buona parte dell'elettorato Pd possa seguirla.

Si dirà che così si accentua la frammentazione politica, e questo è vero; ma non si potrà di certo dire che così s'interrompe la fattività di un buon governo.

In fondo Renzi ha fatto poco e con scarsi risultati; tant'è che nonostante il basso costo del barile, la svalutazione dell'euro e il Quantitative easing della Bce, l'Italia non riparte e la volta buona ancora non arriva. Non è solo colpa dei "gufi".

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COMMENTI
07/04/2015 - legge Acerbo-italicum. (umberto persegati)

Giudico fuorviante equiparare la legge Acerbo al disegno di legge c.d.Italicum. La legge Acerbo, succintamente, prevedeva 16 circoscrizioni elettorali, un premio di maggioranza , pari a 2/3 dei seggi della Camera, alla lista che avesse raggiunto il 25% dei voti validi; non era previsto un secondo turno e, nel caso nessuna lista raggiungesse tale percentuale, la ripartizione proporzionale dei seggi fra le liste partecipanti. L'Italicum, almeno nella stesura attuale, prevede per l'elezione della Camera: 100 circoscrizioni elettorali, un premio alla lista che raggiunga al primo turno almeno il 40% dei voti validi, pari al 55% dei seggi. Nel caso che nessuna lista raggiunga tale percentuale il ballottaggio tra le due liste che hanno riportato il maggior numero di voti; alla lista vincente spetterebbe, in tal caso, il 53% dei seggi. Va bene avere idee diverse, ma invece di criticare soltanto, perché non presentare osservazioni costruttive?

 
06/04/2015 - Con Renzi pericolo democratura (Carlo Cerofolini)

Visto che l’Italicum è quasi la copia perfetta della legge elettorale Acerbo - quella che consentì a Mussolini di vincere le elezioni nel 1922 e poi di instaurare la dittatura – molti, a ragione, temono che con Renzi si vada verso una democratura, cioè un incrocio fra democrazia e dittatura. Detto questo, quindi bene farebbe l’attuale minoranza interna Pd – facendo massa critica con altre opposizioni, complice anche il voto segreto - a far saltare l’Italicum, perché se detta legge elettorale, assieme alle altre riforme costituzionali e non solo, ciofeca renziane venissero approvate, non ci resta che sperare che avesse ragione Marx a proposito della storia quando si ripete e cioè se la prima volta è stata una tragedia – con Mussolini – la seconda – con Renzi – è una farsa.