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GIORNALI & POLITICA/ Se Renzi si arresta davanti al Corriere della Sera

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In un'Italia in cui la pulsione rottamatoria renziana sembra non conoscere ostacoli - e godere anzi di forti appoggi più o meno taciti come quello della Fiat - la protezione istituzionale offerta dalla presidenza della Repubblica al Corriere della Sera "debortoliano" resta invece operante ed efficace. 

Questa sembra la notizia di una giornata aperta da un "saluto ai lettori" di de Bortoli inusualmente non pubblicato in prima pagina e particolarmente polemico contro il "caudillo Renzi". E l'invito a Mattarella a non firmare l'Italicum assume un significato non trascurabile da parte di un direttore uscente che è risucito a tenere aperta la strada della successione al proprio braccio destro, contro tutte le candidature renziane.   

La "continuità debortoliana" al Corriere - assolutamente non scontata - sembra quindi - per l'ennesima volta - passaggio politico tout court: addirittura il momento costitutivo di una dialettica politico-finanziario-editoriale strutturata nei confronti del premier. Un punto di opposizione che riempie un vuoto: dal momento che non può essere certo un Berlusconi assorbito dalla parziale liquidazione delle sue attività d'impresa a intepretare il ruolo di anti-Renzi "da destra", mentre Salvini non è andato finora oltre il fuoco d'artificio (e una possibile sconfitta in Veneto sarebbe già fatale). A sinistra il fronte degli ex leader (Romano Prodi, Pierluigi Bersani, Enrico Letta fino a Massimo D'Alema) è soprattutto un momento di opinione extra-parlamentare: ma è appunto un Corriere definitivamente re-identificatosi che può offrire loro più di una vetrina, laddove il "big competitor" Repubblica appare parecchio schiacciato su una linea filo-governativa/filo-Pd che - l'altroieri - è sembrato preoccupare lo stesso direttore Ezio Mauro.

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COMMENTI
01/05/2015 - Spero che non si arresti (Giuseppe Crippa)

Che un grande giornale come Il Corriere abbia una posizione critica verso il governo in carica è un bene per il Paese – mi auguro anzi che tutti i giornali siano critici verso chi governa – ma che il governo sappia procedere comunque senza farsi influenzare più del lecito mi sembra un bene ancora più gande. Tanti auguri a Luciano Fontana, nuovo direttore. PS E’ sicuro, Credit, che si dica “svezzatura” e non piuttosto “svezzamento”? Il Sabatini Coletti, dizionario di italiano proposto dal sito de Il Corriere della Sera, non riporta quel termine.