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POST-ITALICUM/ Fassina (Pd): sì al referendum con M5S e Forza Italia

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Stefano Fassina (Infophoto)  Stefano Fassina (Infophoto)

Noi diciamo che questa legge elettorale squilibra il sistema democratico e respinge la partecipazione dei cittadini alla democrazia. Avremo già un Senato di nominati, e anche la Camera sarà ampiamente composta in questo modo. Renzi e il Pd che esprime a maggioranza nei palazzi romani non sono l’intero partito. C’è tanto Pd fuori dai palazzi romani che non è rassegnato al Pd di Renzi.

 

Lei è sicuro che il vostro modello di partito sia ancora il Pd?

Il nostro modello di partito certamente non è il Pd di Renzi che mette la fiducia sulle regole del gioco.

 

Guardate ancora all’Ulivo, uno schieramento composto da tante forze?

Se per Ulivo intende l’alleanza tra forze diverse, ritengo che si debba guardare al futuro e non provare a riproporre modelli del passato.

 

Non trova che l’idea di un partito con un leader forte e scalabile attraverso le Primarie sia intrinseca allo stesso Pd?

Sì, ma lo considero un modello sbagliato per quanto riguarda la scelta della segreteria del partito. Mentre le primarie sono fondamentali per la selezione dei candidati delle cariche monocratiche, come la presidenza del consiglio, i governatori di Regione e i sindaci.

 

Quindi lei non critica Renzi bensì il modello che gli ha permesso di affermarsi?

Ci sono aspetti diversi. Oggi stiamo discutendo una scelta grave che riguarda il rapporto tra esecutivo e parlamento e una forzatura inaccettabile sulle regole del gioco. E’ una questione separata dalla discussione sulla forma partito.

 

Il renzismo è uno sviluppo naturale dell’idea di Pd di Prodi e Veltroni?

No, non direi proprio. Innanzitutto, in termini di interessi che rappresenta, il Pd di Renzi è sempre più lontano dalle aspirazioni delle persone che lavorano. Nonostante la narrativa populista che ama portare avanti, è sempre più il partito dell’establishment. L’idea di democrazia che incarna il Pd di Renzi è molto lontana dalle posizioni di quanti lo hanno preceduto.

 

Che cosa è cambiato?

Noi siamo di fronte a una torsione plebiscitaria, che per esempio porta a escludere le parti sociali nell’ottica di una democrazia verticistica. Mentre il Pd che abbiamo fondato ha nel Dna un’idea di democrazia fondata sulla sussidiarietà verticale e orizzontale e sul coinvolgimento dei corpi intermedi.

 

Che cosa farà alle Regionali questa parte del Pd che non si riconosce in Renzi?

Temo che si possa in qualche misura replicare lo scenario dell’Emilia-Romagna, dove 700mila elettori che avevano scelto il Pd alle elezioni europee di maggio poi in autunno sono rimasti a casa.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
02/05/2015 - perché non cambia partito (Giovanni Menegatti)

L'on. Fassina è sempre contro a tutto quello che la maggioranza del suo partito decide, in economia, nelle regole per il lavoro vedi il Jobs act ecc. ecc. E' giusto che in un partito ci sia una minoranza, ma che questa pretenda che tutto quello che fa la maggioranza è tutto sbagliato, io dico perché non vai da un'altra parte. Io credo che sull'Italicum se il parlamento continuava a discutere, fra altri dieci anni non avremo ancora una legge elettorale, perché caro Fassina tutti i partiti vogliono la legge a misura propria del momento, anche in base ai sondaggi. Questo è il problema le persone come te addormentano il paese sono l'eutanasia del paese perche lo fate morire, senza calcolare come l'indecisione continua porta la morte della democrazia come avvenuto negli anni trenta in Germania. perciò se vai al referendum per cancellare questa legge con grillini e forza italia hai una memoria corta, ricordati che forza italia al senato ha votato questa legge perchè in quel momento gli andava bene a Berlusconi. Oppure mi vien da pensare che voi della sinistra DEM vi manca tanto Berlusconi perche non avete piu il nemico di destra da criticare, invece adesso criticate il nemico in casa, consiglio di andartene da questo partito che non fa per te.