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Politica

INCHIESTA/ Crisi greca in salsa siciliana: le colpe di Roma (e di Crocetta)

Rosario Crocetta (Infophoto)Rosario Crocetta (Infophoto)

Decodificando, tutto ciò significa che già come l'anno scorso in cui furono varati quattro provvedimenti che erano nei fatti delle mini leggi finanziarie, anche quest'anno si procederà sulla stessa linea. E ad ogni provvedimento si interverrà su soggetti diversi: enti locali, società partecipate, ecc. ecc. Peccato che tutto ciò era stato ampiamente annunciato da Crocetta fin dal suo insediamento e mai nemmeno iniziato. Ma Baccei non è Crocetta, non deve fare politica e non ha elettori cui dar conto. C'è il timore che per risparmiare si continuerà a colpire i soggetti ai quali è possibile sottrarre da subito risorse. Adesso è toccato ai dipendenti regionali, poi potrebbe essere la volta dei precari degli enti locali, poi i forestali e via via fino a giungere a quella fantomatica quota 100mila che rappresenta — nella vulgata regionale — il numero di quelli che in un modo o nell'altro vivono "alle spalle di mamma Regione".

In definitiva la Sicilia si avvia a divenire con le decisioni del Governo centrale, la complicità della politica locale e il disincanto dei suoi abitanti, l'ultima provincia dell'impero, buona ad essere ricordata prima per la mafia e ora per gli sbarchi degli immigrati.

Alla Sicilia si è in passato attribuito il merito di aver anticipato formule di Governo che poi sono state trasferite a Roma. Forse ci siamo anche questa volta. Il Parlamento siciliano, in barba alla sua millenaria storia, sarà ridotto ad una assemblea legislativa priva di reale capacità decisionale. 

In Sicilia si continuerà ad approvare poche e poco significative leggi, sempre all'unanimità, almeno dei presenti (come avviene già da molti anni) perché il Governo non ha lì un maggioranza, né ha necessità di averla. L'azione di governo della Regione si esaurirà nella applicazione dei dettati economici che verranno da Roma e che l'Assessore Baccei, con l'abilità (anche politica) che ha dimostrato, continuerà a portare avanti. Gli assessore occuperanno il tempo tra una inaugurazione e un sopralluogo a qualche viadotto che crolla e i deputati regionali attenderanno con pazienza e trepidazione lo scorrere del tempo in attesa della fine della legislatura quando, a conclusione della campagna elettorale, ne dovranno essere eletti 70 piuttosto che gli attuali 90. 

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