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SCENARIO/ Dal Nazareno a Genova, i destini invertiti di Renzi e Berlusconi

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Secondo Berlusconi non necessariamente la leadership di questo contenitore deve andare a coincidere con la candidatura a Palazzo Chigi. Lui — infatti — dalla seconda è escluso sia dalla legge Severino (almeno sino a che non arriverà un verdetto positivo dalla Corte di Strasburgo), sia dall'età. Sottolineare questo aspetto significa anche lanciare un segnale di pace a Salvini, come a suggerirgli di non sganciarsi. E' noto, infatti, che il leader leghista va ripetendo che a oggi il Carroccio andrebbe solo alle elezioni. Ma le leadership — dice Berlusconi — non si possono definire a tavolino, le stabiliscono i consensi. Ecco allora che una divisione funzionale fra l'ex premier, punto di riferimento, e il giovane successore di Bossi come sfidante del Matteo democratico si delinea come una soluzione per non disperdere le forze dei moderati. 

Certo, tenere insieme Alfano con Salvini, che non passano giorno senza insultarsi, non sarà impresa facile. Ma il caso genovese, soprattutto se dovesse avere esito positivo, potrebbe aiutare. Lo spazio politico per un rilancio non è però molto, visto la fronda interna a Forza Italia, con Fitto pronto a formare propri gruppi parlamentari e a traslocare sul piano europeo dal Ppe al gruppo conservatore. E anche il teatro minuscolo in cui Berlusconi ha parlato ai suoi a Genova parla di un'irreparabile erosione del consenso.

Eppure proprio dalla Liguria il Cavaliere intende ripartire. Il patto del Nazareno sembra lontano anni luce, e Renzi non appare più invincibile, anche se Berlusconi è il primo a sapere (e a dirlo ai suoi fedelissimi) che ci vorrà tempo per batterlo. Ma se Giovanni Toti dovesse contro ogni previsione uscire da vincitore, il progetto ispirato ai repubblicani made in Usa comincerebbe a prendere davvero forza, e toccherebbe agli altri leader dell'area moderata dire di no, assumendosene la responsabilità. Di farsi da parte il vecchio leader azzurro non ha davvero alcuna intenzione.

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