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ELEZIONI TRENTINO-AA/ Dellai: astensione e Lega regalano una "vittoria di Pirro" al Pd

Per LORENZO DELLAI, l’elevato astensionismo e il 13% della Lega nord sono segnali che il Pd deve leggere con grande attenzione perché esprimono comunque un disagio degli elettori

Matteo Renzi Matteo Renzi

Una vittoria con molti punti interrogativi per il Pd di Renzi e per l’intero schieramento di centrosinistra. E’ quello che emerge dopo le elezioni comunali a Trento dall’analisi di Lorenzo Dellai, capogruppo alla Camera di Per l’Italia – Centro Democratico ed ex sindaco del capoluogo trentino. Il candidato del centrosinistra, Alessandro Andreatta, è stato eletto al primo turno con il 53,7%, contro il 31,03% di Claudio Cia del centrodestra. Tra i partiti a sostegno di Andreatta il Pd prende il 29,6% e il Cantiere Civico Democratico il 12,1%, mentre a destra la Lega ottiene il 13,1%.

 

Come commenta i risultati delle Comunali a Trento?

Dal punto di vista politico il segnale è quello di un centrosinistra che regge, sia pure con qualche difficoltà. E’ uno schieramento che si sta riconfigurando, anche con delle importanti novità. Per esempio il 12% della lista del Cantiere Civico Democratico sta a indicare che c’è la domanda di una novità nella rappresentanza politica dentro la nostra coalizione. Il dato va interpretato come un campanello d’allarme.

 

Per quali motivi?

E’ vero che Andreatta è stato eletto sindaco al primo turno, ma è anche vero che l’affluenza al voto non è su percentuali cui siamo abituati in Trentino: lo ritengo un segnale molto preoccupante. E’ cresciuto molto il consenso alla Lega nord su tematiche che fanno riferimento alle paure e alle preoccupazioni di una parte importante dei cittadini. E’ mancato un po’ di entusiasmo nella coalizione, ed ecco perché noi pensiamo che si tratti di aprire un cantiere per trovare un rapporto con i cittadini che rilancino la nostra coalizione.

 

Quanto è netta la vittoria del Pd a Trento?

Il Pd può dire di essere il primo partito della città e di essere riuscito insieme ai suoi alleati a fare eleggere al primo turno un candidato della nostra coalizione. In questo senso non solo il Pd, ma tutte e quattro le liste della coalizione di centrosinistra possono dire di avere vinto. Per quanto riguarda invece i segnali di disagio che si sono espressi nel voto, come l’affluenza e i voti alla Lega, il Pd ma anche tutti i suoi alleati devono interrogarsi per comprendere il messaggio che gli elettori hanno voluto mandare loro.

 

Trento può dire di essere ancora il laboratorio politico che lei aveva creato?