BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ELEZIONI REGIONALI/ Così Renzi guadagna con la scuola i voti che "perde" con De Luca

Pubblicazione:mercoledì 13 maggio 2015

Vincenzo De Luca (Infophoto) Vincenzo De Luca (Infophoto)

Renzi è molto imbarazzato per quanto sta avvenendo in Campania. D’altra parte De Luca non è mai stato il suo candidato e il premier ha provato in ogni modo a ostacolarne l’ascesa. Il meccanismo delle primarie poi fa sì che Renzi potesse solo limitare i danni. Io sono convinto che in quanto segretario del Pd dovrebbe essere più intrusivo nelle vicende locali, perché non si può solo lasciare fare al popolo delle primarie. Certe volte bisogna anche usare il bastone del comando, e in questa occasione Renzi non lo ha fatto.

 

Dopo essere salito al potere con le primarie, Renzi può permettersi di metterle in soffitta?

Sarebbe una scelta paradossale, ma è molto più paradossale che il volto del renzismo in Campania abbia i tratti di De Luca, di De Mita, di esponenti “neri” o della moglie di un indagato per Camorra. Preferisco la messa in mora delle primarie a questo spettacolo.

 

Davvero un leader decisionista come Renzi può dire che quanto avviene in Campania non è una sua scelta?

Quella dell’uomo solo al comando è solo una parte di verità. Il metodo di governo che contraddistingue Renzi è che ciascuno nel suo ambito istituzionale o territoriale può fare quello che vuole senza interferenze. La politica generale invece la fa Renzi. In un certo senso quello di Renzi è un meccanismo feudale: ciascuno nel suo feudo fa quello che gli pare, purché paghi i contributi all’imperatore e mandi le truppe quando c’è da fare la guerra. Renzi non è un duce, ma un imperatore feudale.

 

Alle Comunali a Trento Forza Italia è “scomparsa”. Qual è il futuro del centrodestra?

Al momento non ha futuro. Assistiamo a una disintegrazione della straordinaria coalizione che era riuscito a mettere insieme Berlusconi, unendo sotto la sua leadership Nord e Sud, liberali e statalisti, conservatori e moderati. Di certo non sarà Salvini il leader del futuro centrodestra. A livello europeo la novità per quanto riguarda il centrodestra è che Cameron batte Farage e Sarkozy caccia la Le Pen al terzo posto, e quindi la tiene fuori da tutti i dipartimenti. Esattamente come per la sinistra, la destra che vince è quella moderata.

 

Nei sondaggi la Lega è al 13% e l’M5S al 19%. Che cosa si muove in questa opposizione così frammentata?

Dal punto di vista di Renzi questa frammentazione è un vantaggio, perché ci sono varie opposizioni che non riescono a trovare una leadership e un programma comune. E’ però uno svantaggio per il sistema. Il mio auspicio è che qualcuno si prenda la briga di rimettere insieme i pezzi del centrodestra. Dopo due anni di nulla dell’M5S, Grillo al 19% è soltanto un indicatore del malcontento degli italiani nei confronti della loro stessa classe politica.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
13/05/2015 - Definizione brutale ma positiva (Giuseppe Crippa)

La definizione trovata da Rondolino per il modo di gestire di Renzi mi piace per almeno due ragioni: la prima perché esplicita che Renzi non è un duce, la seconda perché l’organizzazione sociale feudale fu tutt’altro che disastrosa per il popolo coinvolto, ed infine sbocciò nel Rinascimento. Aggiungo poi che la frase: “ciascuno nel suo feudo fa quel che gli pare purché paghi i contributi all’imperatore e mandi le truppe quando c’è da fare la guerra” pur nell’evidente semplificazione (al limite della brutalità) si addice non soltanto al feudalesimo ma anche alla sussidiarietà. E questa è una terza ragione per la quale la definizione di Rondolino mi piace davvero.