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Politica

ELEZIONI REGIONALI 2015/ Grillo prepara un brutto scherzo a Renzi

Il testa a testa in Liguria Paita-Toti? La vera partita finale potrebbe essere un'altra. Con M5S a rubare voti al Pd e aggiudicarsi la regione. Fantapolitica? Forse no. ARNALDO FERRARI NASI

Beppe Grillo (Infophoto)Beppe Grillo (Infophoto)

Il testa a testa in Liguria tra Paita e Toti? Potrebbe essere una falsa pista, e la vera partita finale essere un'altra. Con M5S a rubare voti al Pd e aggiudicarsi la regione. Fantapolitica? Non proprio, a sentire Arnaldo Ferrari Nasi, analista politico. Il sussidiario ha raccolto le sue considerazioni su una regione chiave, proprio quando la campagna elettorale entra nel vivo. E negli ultimi 20 giorni può davvero succedere di tutto.

In Liguria tra Paita e Toti sembra esserci un testa a testa. E' davvero così?
E' quello che ci dicono i sondaggi oggi. Solo che quanto dicono i sondaggi, spesso — in buona o cattiva fede — è travisato. I sondaggi sulle intenzioni di voto, ovvero quelli che vediamo sui diversi media con i partiti e le percentuali, non sono lo strumento per fare una corretta previsione del risultato finale. 

Perché?
Perché le intenzioni di voto sono influenzate da troppe variabili per essere accettabilmente rilevate con un sondaggio da mille/duemila casi a poco meno di venti giorni dalle elezioni. Sono poco più della fotografia di chi ha risposto alle interviste, quasi un sondaggio "autoselezionato", tipo quelli su internet, ovvero non rappresentativi.

Ma allora hanno una qualche utilità o no?
Sono molto utili per studiare il trend elettorale, verificare l'andamento della campagna, studiare la composizione degli elettorati e trarne gli spunti per le azioni a breve e medio termine. Cosa che dovrebbero fare gli staff elettorali, cioè gli analisti, i consulenti politici e gli stessi candidati. E' un mestiere. Comunque, non voglio cambiare discorso. Gli ultimi dati ci dicono che c'è molto spazio per tutti i candidati. Un vero rush a tre.

I dissidi interni a Forza Italia a livello nazionale possono penalizzarla?
Lei comprerebbe le azioni di una società in cui non è ben definito il tipo di business da seguire, in cui l'amministratore delegato non ha la capacità di controllare la struttura, in cui alti dirigenti lo contestano apertamente? Ecco, questa è Forza Italia oggi. Non vi è una politica definita, Berlusconi è contestato da alcuni in modo palese (ad esempio Fitto, ma si pensi alle scissioni e ai fedelissimi che hanno lasciato). Poi la litigiosità tra colonnelli. Niente di più deleterio per un partito, a livello elettorale.

A Trento e Bolzano è stato un tracollo.
Appunto. Dati che vanno a danneggiare ulteriormente il partito, dipingendolo come ormai finito, inutile.

Quindi, le percentuali che vengono attribuite ai partiti cosa dicono?
Un mucchio di cose. Bisogna fare l'analisi, bisogna avere i numeri in mano e saperli leggere. Classicamente ci dicono chi voterebbe o non voterebbe cosa e perché. E quanti. Poi sta al politico e al suo staff mettere in campo le azioni opportune. Negli ultimi giorni di campagna gli elettorati sono mobilissimi. Gli indecisi che si rilevano nei sondaggi vanno poi in massima parte a votare. Quelli occorre indirizzare. Come, per esempio, Berlusconi ci ha più volte fatto vedere, si possono guadagnare o perdere anche 10-12 punti. Nella situazione attuale della Liguria, sarebbero la vita o la morte per ognuno dei tre.

Attualmente lei che cosa vede?